Studenti e ricercatori

Ecco Stellup, l’app italiana che mette in contatto i compagni di università e gli ex colleghi

di Marzio Bartoloni

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Fare amicizia con chi ha studiato nella tua università o con un ex collega di azienda e magari con l’occasione trovare il giusto contatto per creare un business o conquistare un colloquio di lavoro. È la missione di Stellup, la piattaforma on line creata da una start up dal cuore italiano, che da pochi mesi ha lanciato ufficialmente la sfida a colossi come Facebook e Linkedin, di cui sembra il perfetto connubio. Con in più un secondo obiettivo: favorire le donazioni alle università, di cui Stellup si occuperà in Italia come oltreoceano tenendosi per sé una piccolissima quota. «In Italia c’è molto da fare - avverte Vincenzo Belpiede, trentenne pugliese e tra i fondatori della start up - visto che la Bocconi raccoglie solo 10 milioni di donazioni con 100mila ex studenti, mentre Stanford raccoglie un miliardo tra le aziende e i suoi 200mila alumni».

Allargare la propria rete professionale
Stellup da pochi mesi diventata anche una app scaricabile permette di conoscere gente nuova tra ex compagni di università e colleghi di azienda favorendo se possibile le relazioni lavorative. «L’idea di creare questa piattaforma è nata da un’esigenza che ho incontrato personalmente quando ero all’estero per studio e lavoro e cercavo il modo di conoscere in maniera semplice e veloce nuove persone interessanti in poco tempo e ho pensato che i contatti di ex colleghi di università o lavoro in zona vengono poco sfruttati, ma possono rivelarsi assai utili.», avverte Belpiede. Da qui l’idea di creare delle community on line con l’obiettivo di stringere amicizia ma anche allargare la propria rete professionale, selezionando le persone sulla base di una comune cultura, missione e senso di appartenenza.

Favorire il fundraising degli atenei
«Siamo operativi da alcuni mesi e sono attivi già una cinquantina di club con l’adesione di diverse università prestigiose in tutto il mondo», aggiunge ancora l’ideatore di Stellup che è affiancato dal fratello Giuseppe e da due esperti di software serbi. La missione della app è infatti anche quella di favorire il networking e il fundraising delle università tra i propri ex studenti. Una raccolta di fondi che oltreoceano funziona già molto bene e che ora grazie al web si può moltiplicare e magari anche attecchire anche in Italia dove siamo ancora agli albori. La start up tra l’altro ha al suo attivo già buoni risultati visto che ha raccolto circa 240mila euro da alcuni investitori, tra business angels e seed funds. Come Marco Trombetti, cui Stellup è arrivata attraverso Luiss Enlabs, l’acceleratore di start up di Roma, o Adriaan Ligtenberg a San Francisco . E ora lancia anche un appello: «Cerchiamo sviluppatori e designers talentuosi italiani da assumere come nostri collaboratori».


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