Studenti e ricercatori

Lavoro, guerra aperta allo skill mismatch: al via progetto JpMorgan-Bocconi

di Manuela Perrone

Un programma di ricerca triennale per studiare la piaga dello “skill mismatch”, il divario diffusissimo in Italia tra competenze reali dei lavoratori e competenze effettivamente richieste per svolgere il loro lavoro, e stilare raccomandazioni per la creazione di nuovi posti. In estrema sintesi: per mettere la persona giusta al posto giusto. Il progetto “New Skills at work in Italy”, frutto della partnership tra JpMorgan Chase e l’Università Bocconi, è stato presentato oggi a Milano dal presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca, dal presidente dell’Inps Tito Boeri e dalla ministra dell’Istruzione Stefania Giannini. Che ha riconosciuto come ancora «manchi un rapporto integrato tra mondo delle imprese e Università» ma si è detta ottimista: «Abbiamo due anni di legislatura per lavorarci e partiamo subito per arrivare puntualmente come abbiamo fatto con la riforma della scuola».

Il veleno dello skill mismatch
L’iniziativa nasce dalla presa d’atto di una grave disfunzione del mercato del lavoro italiano: come emerge dalla prima “Survey of Adult Skills” condotta dall’Ocse in 22 Paesi, il nostro Paese risulta uno dei più inefficaci nel far incontrare competenze e offerte di lavoro. Un lavoratore su cinque ha competenze al di sotto o al di sopra di quelle richieste dal mestiere che svolge. Ed è molto alta nella penisola sia la quota di lavoratori underskilled (per i quali ci piazziamo in terza posizione), sia la quota di lavoratori overskilled (settima posizione). Il veleno dello “skill mismatch”, come emerge da studi preliminari, rappresenta una delle cause della cattiva allocazione delle risorse che in Italia produce tassi eccezionalmente alti di disoccupazione giovanile e di lungo termine e rallenta la crescita della produttività e del Pil. In 17 anni, ricorda la Bocconi, l’Italia ha perso più di 20 punti percentuali di crescita del Pil rispetto ai partner europei e 35 punti rispetto agli Usa.

Sironi (Bocconi): «Imprese e accademia possono collaborare»
Da qui l’idea di uno studio ad hoc. «Il programma di ricerca è un efficace esempio di come le imprese e l’accademia possano collaborare e produrre un impatto positivo sulla vita di tutti i giorni», ha spiegato il rettore della Bocconi Andrea Sironi. Con il finanziamento di JpMorgan, i ricercatori bocconiani lavoreranno per tre anni sullo skill mismatch e la Fondazione userà i risultati per sviluppare best practice, fornire indicazioni pratiche e colmare lo skill gap. Il progetto si inserisce nel più ampio programma di JpMorgan “New Still at work”, lanciato nel 2013 per sostenere iniziative in varie parti del mondo volte a migliorare il funzionamento del mercato del lavoro. In cinque anni prevede un impegno di 250 milioni di dollari.

Rocca (Assolombarda): «Lavorare su innovazione, Università e istruzione»
«Innovazione, Università e istruzione - ha affermato Gianfelice Rocca - sono temi su cui dobbiamo lavorare moltissimo, pancia a terra, perché ci danno risultati sul lungo periodo». Tanto più importanti quanto più l’Italia è debole e ancora gravata dal peso della crisi.


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