Studenti e ricercatori

Al Miur arrivate oltre 20 candidature per la presidenza del Cnr, è duello tra due ex ministri

di Mar.B.

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Il termine per presentare la propria candidatura per la presidenza del Cnr è scaduto lo scorso 18 gennaio. E all’appello per succedere a Luigi Nicolais che terminerà il suo mandato di quattro anni il prossimo 19 febbraio hanno risposto in oltre 20 candidati. A giorni il Comitato di selezione presieduto da Lamberto Maffei, presidente dell’accademia nazionale dei Lincei, consegnerà al ministro la rosa di 5 nomi dai quali scegliere il presidente. In pole position ci sono innanzitutto due nomi. Quelli dei due ex ministri di viale Trastevere. E cioè Maria Chiara Carrozza e Francesco Profumo (che per circa un anno ha anche presieduto proprio il Cnr).

I candidati
Si parla di oltre venti candidature. Diverse arrivano proprio dal Consiglio nazionale delle ricerche o da ex dirigente dell’ente di ricerca più grande d’Italia. È il caso del direttore del Dipartimento di «Scienze Biomediche» Tullio Pozzan o del Direttore del Dipartimento di «Scienze Umane e Sociali» Riccardo Pozzo. Nella lista dei candidati ci sarebbe anche Vincenzo Barone ex direttore dell’Istituto per i Processi Chimico-Fisici del Cnr.

I due ex ministri
Tra i candidati favoriti spiccano senz’altro due nomi pesanti. Quelli dei due ex ministri dell’Istruzione Università e Ricerca, Profumo e Carrozza. Il primo, attuale presidente di Iren, è stato ministro del Governo Monti e anche ex presidente, ma per un breve periodo, del Cr. Profumo sarebbe in pista anche per un posto di peso, come quello di presidente della Fondazione San Paolo ma avrebbe ottenuto il via libera per presentare la propria candidatura anche per il Cnr. Maria Chiara Carrozza, ex rettore della Scuola superiore Sant’Anna e ha preso il posto proprio di Profumo al Miur nel Governo Letta dall’aprile 2013 al febbraio 2014, resta un nome di peso nella comunità scientifica. Proprio nei giorni scorsi ha ricevuto l’incarico di guidare la commissione che valuterà due importanti progetti europei di ricerca - uno sul cervello e l’altro sul grafene - finanziati con un miliardo di euro l’uno.


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