Studenti e ricercatori

AlmaLaurea: a un anno dalla laurea occupati quasi al 90%

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I numeri di AlmaLaurea fotografano le brillanti performance occupazionali dei laureati di questo gruppo disciplinare già ad un anno dal titolo, e le confermano ancora di più nel lungo periodo. Per non parlare di chi ha scelto di lavorare all'estero: in questo caso i dati vanno ancora meglio. Vero è che il lavoro di ingegnere resta purtroppo ancora oggi appannaggio dei maschi.

I laureati di primo livello
Gli ingegneri di primo livello (laureati del 2013) a un anno dal titolo scelgono di proseguire la formazione con valori nettamente superiori rispetto a quanto rilevato sul complesso dei laureati: l'82% degli ingegneri di primo livello è iscritto ad un anno dal titolo alla magistrale, contro il 54% del livello nazionale. Solo il 25% si inserisce direttamente nel mercato del lavoro, contro il 41% a livello nazionale (in entrambi i casi una quota prossima al 13% studia e lavora). Ma una volta concluso l'iter formativo la laurea in ingegneria si conferma un buon volano per il lavoro.

Le performance dei magistrali
Se guardiamo i dati sui magistrali, emerge chiaramente che a un anno dal titolo il tasso di occupazione, considerando anche coloro che sono in formazione retribuita, è nettamente più elevato che per il complesso dei loro colleghi: 86% contro il 70%. Mentre la disoccupazione interessa solo l'11% degli ingegneri (è il 22% a livello nazionale). Unico neo la stabilità che invece resta leggermente inferiore alla media: a un anno coinvolge il 29,5% degli ingegneri, è il 34% a livello nazionale; si tratta soprattutto di contratti a tempo indeterminato. A pesare in questo caso è soprattutto l'elevata quota di laureati magistrali in ingegneria assunti con un contratto formativo, caratteristica che connota in particolare questo gruppo di laurea: il 28,5% contro il 16% della media.

Gli stipendi e la stabilità
In quanto a guadagno non c'è dubbio, gli ingegneri superano nettamente e già ad un anno la media nazionale dei colleghi magistrali: 1.309 euro mensili netti contro i 1.065. Non stupisce pertanto che il titolo di studio sia ritenuto almeno abbastanza efficace già a un anno dal 92% dei laureati in ingegneria, contro il 78% della media nazionale. Nel lungo periodo, sebbene si registri un aumento della quota di occupati per tutti i gruppi disciplinari indagati, sono gli ingegneri a mostrare le migliori performance occupazionali: lavora il 95% dei laureati magistrali in ingegneria (laureati del 2009), valore di gran lunga superiore all'86% del livello nazionale. La disoccupazione raggiunge i valori minimi, fisiologici, e interessa solo il 3% per gli ingegneri (è il 9% a livello nazionale). A un lustro dal titolo anche la stabilità aumenta notevolmente, coinvolgendo la maggior parte dei laureati magistrali in ingegneria: l'81% dei laureati, undici punti in più della media nazionale (70%). In particolare il 69% ha un contratto a tempo indeterminato (è il 50% a livello nazionale). La precarietà interessa invece solo il 18% degli ingegneri (il 10% ha un contratto a tempo determinato) contro il 30% del complesso dei laureati. Il guadagno è nettamente più elevato della media: 1.693 euro mensili netti contro i 1.356 per il complesso dei laureati, anche in virtù della maggior quota di occupati a tempo pieno. L'efficacia del titolo sul mercato del lavoro aumenta ulteriormente fino a raggiungere la quasi totalità dei laureati in ingegneria: per il 94% la laurea è almeno abbastanza efficace, contro l'85% della media nazionale. Certo è che per gli ingegneri che a cinque anni dal titolo hanno scelto di lavorare all'estero queste cifre sono ancora meglio. Chi lavora all'estero (9%) può contare infatti su guadagni nettamente più elevati (2.604 euro netti contro i 1.583 della media dei loro colleghi). Non stupisce quindi che il titolo sia considerato anche molto più efficace per lavorare: lo dice il 70% degli ingegneri sbarcati in altri Paesi contro il 58% di chi è rimasto in patria.

Laurea appannaggio dei maschi
Analizzando i dati in base alle differenze di genere, emerge che i maschi laureati in ingegneria una volta entranti sul mercato se la cavano nettamente meglio delle loro colleghe. In particolare, considerando gli occupati a tempo pieno che hanno iniziato l'attuale lavoro dopo la laurea, le donne percepiscono stipendi nettamente più bassi dei loro colleghi:1.569 euro mensili netti contro i 1.759 degli uomini.


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