Pianeta atenei

Manfredi (Crui) scrive al Miur: «Troppo bassi gli stipendi dei giovani negli atenei»

di Marzio Bartoloni

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Da quasi un mese si sono sbloccati gli scatti di stipendio fermi da cinque anni e ora ripristinati dalla legge di stabilità. Ma la boccata d’ossigeno rischia di non bastare, soprattutto per i ricercatori e i docenti più giovani, entrati magari con la riforma Gelmini. «Studiosi che sono stati stabilizzati in età già avanzata e su cui pesa il lungo blocco degli scatti di stipendio che non aumentano da troppo tempo visto che per il nostro settore non esiste una contrattazione pubblica», avverte il presidente dei rettori, Gaetano Manfredi. Che nei giorni scorsi ha preso carta e penna e ha scritto al ministro Giannini . La richieste: accelerare sugli scatti di stipendio e studiare forme di previdenza complementare.

La lettera
«I docenti universitari, come e forse piùdi altri comparti del settore pubblico - scrive il presidente della Crui - hanno contribuito, in questi anni, al risanamento della finanza pubblica italiana, come è giusto che sia in un momento di difficoltà del Paese». «Cio che non puo essere giusto - insiste Manfredi - e che quel contributo produca effetti sproporzionati, che vanno ben oltre il tempo limitato del blocco degli scatti, proiettandosi in maniera rilevante sull'intera vita lavorativa dei docenti nonché sul loro futuro trattamento pensionistico». «Questi effetti - conclude nella lettera il rettore della Federico II - danneggiano maggiormente i giovani ricercatori e i docenti nella progressione iniziale della carriera, incidendo, peraltro, su un quadro retributivo della docenza universitaria italiana fortemente penalizzato e penalizzante rispetto ad altri Paesi Europei, che mina significativamente l'attrattività del nostro sistema nei confronti delle eccellenze della ricerca».

Le soluzioni possibili
Manfredi a Scuola24 sottolinea come la questione non sia solo legata agli scatti di stipendio: «C’è una questione di fondo che non viene mai affrontata, ma che è cruciale. E cioè quella del futuro pensionistico di questi giovani che stabilizzati tardi nelle università rischiano di avere quando smetteranno di lavorare una pensione misera. Da qui la richiesta al ministero di cominciare a ragionare su forme di previdenza complementare». Sulla questione degli stipendi il presidente della Crui annuncia che dopo alcuni incontri informali presto partirà un tavolo sulla questione. E lancia delle possibile soluzioni per dare più peso agli stipendi dentro gli atenei: «Si potrebbero accelerare gli scatti facendoli scattare subito, senza aspettare la scadenza che varia a seconda dell’anzianità, oppure - questa l’altra proposta di Manfredi - si potrebbe studiare la possibilità di trasformare gli scatti da triennali e biennali».


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