Studenti e ricercatori

Enea e Infn scommettono sul binomio ricerca e beni culturali

di Mar.B.

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Un progetto per aiutare le Pmi che grazie alle nuove tecnologie possono arricchire le loro competenze di diagnostica e restauro del patrimonio culturale e un bando riservato ad archeologi, conservatori, storici dell’arte, restauratori, ricercatori, studiosi dei beni culturali che potranno partecipare a una selezione che individuerà i progetti più meritevoli da realizzare nei migliori laboratori italiani. Sono le due iniziative targate Enea e Infn che hanno deciso di scommettere fondi e loro tecnologie sulla cultura.

Il progetto targato Enea
Il Duomo di Orvieto, le Mura Aureliane a Roma, i Bronzi di Riace. Da tempo in campo per la diagnostica, la protezione e il restauro di beni culturali, l’Enea lancia ora un aiuto alle piccole e medie imprese del settore che vogliano aggiornarsi e acquisire nuove tecnologie con «Cobra», progetto finanziato con 860mila euro dalla Regione Lazio, che punta tra l’altro alla creazione di posti di lavoro per giovani laureati in discipline scientifiche. Presentato nei giorni scorsi in un workshop a Roma, il progetto (Cobra è un acronimo che sta per Conservazione dei Beni culturali attraverso l’applicazione di radiazioni e di tecnologie abilitanti) avrà una durata di due anni durante i quali i centri di Casaccia e Frascati dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, apriranno i loro laboratori per mettere a disposizione infrastrutture e tecnologie d’avanguardia alle imprese che vorranno arricchire le loro competenze di diagnostica e restauro del patrimonio culturale. L’Enea intanto ha reclutato laureati tra ingegneri, informatici, chimici e fisici che lavoreranno a tempo pieno al progetto, per un totale di sei assunzioni a tempo determinato per un anno e due assegni di ricerca. L’accesso ai laboratori, spiega la responsabile del progetto per Enea Roberta Fantoni, «sarà possibile anche da remoto grazie al nuovo laboratorio virtuale che permetterà alle aziende di assistere a distanza alle sperimentazioni con sorgenti laser e su tavole vibranti e di interagire in tempo reale con i ricercatori». Non solo, oltre ai laboratori aperti il progetto prevede l’uso della strumentazione tecnologica per casi studio selezionati nella Regione Lazio e la creazione, a beneficio delle aziende, di un database digitale che raccoglie tutta l’esperienza Enea sui beni culturali (progetti, infrastrutture e brevetti).

Il bando dell’Infn
Accedere ai laboratori e alle tecnologie più all'avanguardia per la conservazione dei beni culturali e realizzare il proprio progetto affiancati da un team di esperti. È questo il cuore de bando «Iperion» , che si rivolge a archeologi, conservatori, storici dell’arte, restauratori, ricercatori, studiosi dei beni culturali che potranno partecipare a una selezione che individuerà i progetti più meritevoli da realizzare nei migliori laboratori italiani. Tra i progetti vincitori nel 2015, sette in tutto, vi sono il Mosaico di Alessandro del museo archeologico di Napoli, il trittico fiammingo di Polizzi Generosa e la collezione di Pollock del Guggenheim di Venezia. La scadenza è il 25 marzo. L’iniziativa, supportata dal Miur, fa parte delle attività di Iperion ch.it, il nodo italiano dell'infrastruttura di ricerca europea per la scienza del patrimonio (E-rihs), a cui partecipano Consiglio nazionale delle ricerche, Consorzio interuniversitaio nazionale per la scienza e la tecnologia dei materiali e Istituto nazionale di fisica nucleare , Opificio delle pietre dure per il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e l’Enea per il ministero dello Sviluppo economico.


© RIPRODUZIONE RISERVATA