Studenti e ricercatori

Specializzazione e formazione di qualità per il rilancio degli architetti

di Benedetta Pacelli

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Architetti italiani in crisi da sovraffollamento. Troppi rispetto alla popolazione, sono oltre 152 mila gli iscritti all’albo (2,6 ogni 1.000 abitanti), e in eccesso anche per quello che chiede ora un mercato, specie quello della progettazione, in caduta libera. Il risultato? Una categoria composta da professionisti, come ha sottolineato più volte il presidente del Cnapcc Leopoldo Freyrie, «alle soglie della povertà». Un impoverimento del mercato che va ricondotto al crollo della domanda dei servizi di progettazione scesa nel complesso del 41% tra il 2006 e il 2013 e di oltre il 50% per singolo professionista. E se a questo si aggiunge che il 68% degli architetti vanta insolvenze verso la clientela privata e il 32% verso il settore pubblico, il quadro complessivo diventa drammatico. Sarà per questo che la professione abbia perso appeal, almeno nelle giovane generazioni. E c’è chi dice per fortuna. Che fare quindi? Programmare gli accessi ai corsi di laurea, puntare su una formazione di qualità e poi ancora sulle specializzazioni e l’ aggregazione multidisciplinare.

Professione in crisi
Secondo i dati del consueto rapporto che il Consiglio nazionale di categoria (Cnappc) affida al Cresme (giunto ormai alla sua 4 edizione) i professionisti dell'area tecnica sono alle soglia della povertà, con un reddito medio pari a circa 17 mila euro, al netto dell'inflazione, e una perdita, tra il 2008 e il 2013, di circa il 40% del reddito professionale annuo lordo. Un picco frutto di un mix di fattori che arrivano dalla crisi generalizzata dell’edilizia e soprattutto da insolvenze verso la clientela privata e il settore pubblico. In media secondo i dati i giorni necessari per ottenere un pagamento da parte della pubblica amministrazione sono arrivati, nel 2013, a oltre 217 (erano 129 nel 2010 e 90 nel 2006); per quelli da parte delle imprese si è passati dai 114 giorni del 2011 a 172 nel 2013; da 70 a 98 giorni per quanto riguarda le famiglie. E così la percentuale dei tecnici che ha dichiarato di aver subito in un anno un forte calo del proprio fatturato è cresciuta dal 26% del 2012 al 33% del 2013.
In tutto questo, secondo l’indagine, non sembra neppure praticabile la possibilità di avviare o di incrementare la propria attività all’estero, tenuto conto delle dimensioni degli studi professionali che non consentono di affrontare le difficoltà di lavorare all’estero. Sono, infatti, circa 70 mila gli studi di architettura in Italia, che impiegano appena un dipendente non architetto e 1,5 collaboratori esterni con partita Iva.

Il calo di interesse
Non deve meravigliare quindi se la professione stia perdendo inesorabilmente attrattiva da parte delle giovani generazioni: il numero complessivo di immatricolati a un corso di laurea di architettura, è crollato del 51% negli ultimi 5 anni (nel 2012, rispetto al 2007, quasi 7 mila immatricolati in meno), una flessione nettamente più marcata di quanto registrato per il complesso dei corsi di laurea (17%). Secondo i dati dell’ultime prove di settembre, infatti, si sono iscritti ai test 10.994 neodiplomati che hanno concorso per poco più di 7.800 posti. Meno degli 11.884 candidati del 2014, che, si sono invece spartiti 7.621 posti, e ancor meno dei 14mila 874 dell'anno accademico 2013-2014, per 8.787 posti.

La ricetta
Cosa fare quindi rispetto a questo quadro? Non solo specializzarsi, ma come ha commentato Simone Cola, presidente del dipartimento Cultura, Promozione e Comunicazione del Consiglio nazionale di categoria,«valutare la reale qualità dei nostri apprendimenti. Dunque anche per architettura, come per le professioni sanitarie, sarebbe opportuno mettere attorno a un tavolo tutti i protagonisti della filiera e ragionare su una programmazione che tenga conto delle esigenze reali del mercato». E poi una volta professionisti per battere crisi e concorrenza è indispensabile puntare sulle specializzazioni e gli studi aggregati multidisciplinari che integrando le diverse competenze vadano alla ricerca del mercato nel mondo.


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