Studenti e ricercatori

AlmaLaurea: lo sbocco (quasi) unico resta la libera professione

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Chi sono e che performance di studio hanno all'università? E una volta usciti dall'aula dove e come si inseriscono nel mercato del lavoro? I dati AlmaLaurea sul Profilo e la Condizione occupazionale dei laureati italiani permettono di tracciare il profilo formativo e professionale degli architetti.

Dall’università …
Si tratta di 1062 laureati magistrali del 2009 intervistati a cinque anni dalla laurea: giovani, soprattutto che hanno conseguito una laurea magistrale biennale (60,5%) o una magistrale a ciclo unico (39,5%), nella quasi totalità dei casi iscrivendosi a un percorso di studi del gruppo disciplinare di architettura. A seguire questa strada sono soprattutto le donne (rappresentano il 54% contro il 46% degli uomini), lavorano in circa la metà dei casi al Nord (49% contro 48%), al Centro (26% contro 23%), e meno al Sud rispetto alla media (12% contro il 21%). C’è poi un 13% che trova lavoro all’estero contro il 7% dei colleghi.
Alle spalle hanno inoltre contesti familiari avvantaggiati dal punto di vista culturale e socio economico, tant’è che 38 su 100 hanno almeno un genitore in possesso del titolo di laurea (è il 32% per la media) e alle spalle uno status elevato (contro il 26% della media).
All'università hanno buone performance: si laureano in media a 26,6 anni (contro il 27,2) raggiungendo un voto medio di laurea in linea con la media (107,9 contro 107,6).
Nel loro curriculum stage e tirocini compiuti durante gli studi sono un elemento prioritario (67% contro 53% della media), ma anche le esperienze internazionali sono un elemento importante (25,5% contro il 20%). In merito al percorso universitario, non stupisce quindi che il 71,5% dichiari che potendo tornare ai tempi dell'iscrizione, sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

…al mercato del lavoro
Per gli architetti l’ingresso nel mercato del lavoro arriva in tempi abbastanza rapidi: la prima occupazione, nonostante abbiano iniziato a lavorare (72%) dopo il conseguimento della laurea, è raggiunta infatti entro i 5,8 mesi (è 7,1 per i colleghi).
In più della metà dei casi, gli architetti si sono impegnati prima in un’attività di formazione post laurea: in particolare, collaborazioni volontarie (27%), stage in azienda (21%) e tirocini e praticantati (18%), fondamentali per l’avvio dell'attività libero professionale, che rappresenta lo sbocco professionale più diffuso.
Non è un caso, pertanto, che su un totale stabile elevato, pari all'87% (è il 70% della media), il 10% conti su contratto a tempo indeterminato, mentre il 77% lavori con un contratto autonomo effettivo.
Il guadagno mensile netto a cinque anni dal titolo tuttavia non è elevato: tocca i 1.122 euro netti mensili contro i 1.336 euro del complesso. Resta vero che i settori in cui si inseriscono, soprattutto del privato (97% contro il 73% della media), sono in primis il ramo dell'edilizia (47%) e della consulenza (47%). Ambiti professionali dove svolgono un lavoro abbastanza attinente a quello che hanno studiato (il 60% usa molto le competenze acquisite all’università contro il 51% della media), a tal punto che per il 90% degli architetti il titolo è efficace per svolgere la professione.


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