Studenti e ricercatori

Nella classifica delle università più internazionali non c’è neanche un ateneo italiano

di Mar.B.

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La corsa ai ranking non si ferma mai e praticamente ogni giorno ne viene sfornato uno di zecca. Questa volta è il turno della Times Higher Education che ogni anno pubblica alcune tra le più prestigiose e affidabili classifiche universitarie al mondo. E nei giorni scorsi ha deciso di redigerne una nuova basata su un particolare indicatore: il grado di internazionalizzazione degli atenei. Ebbene tra le prime 200 università di questa nuova classifica - guidata dall’università del Qatar - non ne figura neanche una italiana.

La classifica è stata costruita tenendo in considerazione alcuni indicatori. E cioè la percentualeuale di stranieri presenti nello staff di ciascuna università, quella degli studenti di altri Paesi e quella delle pubblicazioni scientifiche firmate da almeno un coautore straniero. Numeri che evidentemente sono troppo risicati nelle nostre accademie. E così nei primi posti si piazzano università di Paesi (piccoli) dove la presenza di stranieri è alta. Al primo posto figura l’Università del Qatar, un Paese che negli ultimi anni attrae professionisti e studenti da tutto il mondo. Al secondo posto l’Università del Lussemburgo, al confine con Francia e Germania, ma anche meta per tutti coloro che sognano un futuro nell'alta finanza internazionale e nella diplomazia. Terza piazza per il l’università di Hong Kong, seguita dal Politecnico di Losanna e dall’ateneo di Ginevra (entrambi in Svizzera). Massiccia la presenza di università inglesi tra le prime ducento. Completamente assenti invece gli atenei italiani che invece figurano tra i primi 200 della classifica principale dove la scuola Normale di Pisa si piazza al 112 posto, seguita al 180° della Scuola superiore Sant’Anna, mentre al 198 posto si colloca anche l’università di Trento.


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