Studenti e ricercatori

Le biblioteche ai tempi del digitale e il rischio di vedersi «svuotare» gli archivi

di Mar.B.

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Garantire una forma di «accesso perpetuo» alle pubblicazioni scientifiche a pagamento alle biblioteche per evitare che studenti e ricercatori non possano più accedere ad articoli e riviste in forma digitale non più fruibili perché magari è scaduto l’abbonamento. La richiesta, insieme a una serie di altre raccomandazioni, arriva da un report messo a punto da un gruppo di esperti e che è stato consegnato ai rettori della Crui.

I nodi in un report
Il rapporto («L’Italia e gli Archivi digitali affidabili per le pubblicazioni scientifiche a testo completo») segnalato dal portale researchitaly affronta un problema pratico di non poco conto. E cioè quello che si trova ad affrontare chi voglia accedere a un fascicolo di una rivista acquistata in passato dalla propria biblioteca universitaria e che potrebbe vedersi negato l'accesso da parte dell'editore costringendo in alcuni casi la biblioteca a comprarlo nuovamente nonostante l‘Università avesse in passato posseduto quella rivista.
«Il fenomeno - ricorda il portale del Miur dedicato alla ricerca - è stato compreso completamente solo alcuni anni dopo che le Biblioteche universitarie avevano avviato, e in alcuni casi terminato, la riconversione digitale delle loro raccolte» Una raccolta digitale rende infatti sfumato il concetto di “proprietà” o “acquisto” della rivista che viene sostituito con un diritto ad accedere ad essa. L’esercizio effettivo di questo diritto è però condizionato da diversi fattori e solo gli archivi digitali possono aiutare a rendere effettivo questo diritto nel medio-lungo termine». Si tratta di una problema nuovo che non esisteva in un passato quando le biblioteche conservavano i fascicoli di carta. «A quel tempo la perdita dei contenuti si sarebbe verificata solo a fronte di danni alla biblioteca o di incuria» con l’avvento del digitale tutto invece è cambiato: e così può capitare che un contenzioso contrattuale, il fallimento di un editore, il passaggio di una rivista da un editore ad un altro possa provocare alla biblioteca la perdita dell’accesso a una parte delle sue raccolte bibliografiche.

Le soluzioni
Nasce da queste problematiche l’idea di questo rapporto messo a punto dal «gruppo 404», composto di specialisti, bibliotecari e informatici con esperienza nel settore, che hanno deciso di creare un gruppo di lavoro per trovare delle soluzioni . Il gruppo ha esaminato sia gli aspetti tecnologici che i modelli organizzativi di analoghe reti di conservazione internazionali indicando una serie di raccomandazioni per arrivare anche in Italia ad una soluzione sostenibile e affidabile. Opinione del gruppo è che sia necessario creare una competenza in questo ambito entro i sistemi bibliotecari delle Biblioteche universitarie e di ricerca italiane in modo tale da renderli autonomi, in un quadro di cooperazione nazionale e internazionale, nelle scelte organizzative e tecnologiche e nella gestione della conservazione digitale, un po' come nel passato le biblioteche erano direttamente responsabili della cura e del mantenimento delle raccolte cartacee. Nel report si legge infine che «dall’analisi dettagliata dei fabbisogni applicata al contesto italiano, assegnando un ordine di priorità si è giunti nel corso dei lavori del gruppo alla individuazione dell’accesso perpetuo come il bisogno a cui dare la massima priorità».


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