Studenti e ricercatori

Gli architetti non possono iscriversi all’albo degli ingegneri

di Benedetta Pacelli

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Chiuse le porte dell’albo degli ingegneri ai laureati in architettura con il vecchio ordinamento. Con una precisazione contenuta in una nota (n.23591/15) inviata a tutti i rettori e al consiglio di categoria, il ministero dell’Istruzione mette fine a una querelle in atto da qualche anno che ha portato a un numero crescente numero di richieste di accesso agli ordini provinciali da parte di questi laureati in architettura, regolarmente respinte.

La questione
La vicenda prende il via da una errata interpretazione di una precedente nota Miur (n.2100 del 6 giugno 2012) secondo la quale, come segnalato dallo stesso Consiglio nazionale di categoria, molti organismi territoriali si erano ritrovati a ricevere negli anni numerose richieste di iscrizione da parte dei laureati in architettura del vecchio ordinamento, illegittimamente ammessi dalle università a sostenere l’esame di stato.
Per questo motivo il presidente degli ingegneri Armando Zambrano, aveva chiesto al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, di fornire una corretta interpretazione della norma.

La precisazione del Miur
Entrando nel dettaglio, il Miur ha specificato come l’art.47 del Dpr n.328/2001 (che a seguito dell’entrata in vigore del 3+2 è intervenuto in materia di accesso agli albi professionali) indichi come valida per l’ammissione alla sezione A (quella dei quinquennali) dell’esame di stato per gli ingegneri la sola classe di laurea specialistica 4/S – architettura e ingegneria edile, mentre in esso non si fa menzione del diploma di laurea in architettura del vecchio ordinamento. Di conseguenza, secondo i tecnici di Viale Trastevere, «l’accesso agli esami di stato per la sezione A dell’albo degli ingegneri non è possibile per i possessori del diploma di laurea in architettura, ma soltanto a coloro che hanno conseguito un titolo della classe 4/S e un titolo ad essa equiparato dell’attuale classe di laurea magistrale LM4- architettura e ingegneria edile-architettura». Questo significa, anche, che d’ora in poi le università non possono più ammettere a sostenere l’esame di stato i laureati in architettura del vecchio ordinamento.

Le reazioni soddisfatte degli ingegneri
Soddisfatto del chiarimento il presidente degli ingegneri che considera la nota risolutiva per mettere fine «ad un equivoco increscioso. Ora - prosegue Zambrano - sarà necessario verificare che le università applichino correttamente la normativa, coerentemente con quanto stabilito dal Miur».
Nelle prossime settimane il consiglio nazionale di categoria avvierà un’iniziativa per sensibilizzare gli uffici degli esami di stato presso le università «affinché prendano atto della circolare ministeriale e respingano le eventuali richieste dei laureati in architettura del vecchio ordinamento per accedere agli esami di abilitazione alla professione di ingegnere».


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