Studenti e ricercatori

I diplomi della Scuola Holden e del Centro Sperimentale equiparati ai titoli universitari

di Ludovica Ciriello

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Come regalo sotto l’albero per tanti giovani talenti italiani, il 23 dicembre 2015, Stefania Giannini, titolare del Miur e il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, hanno siglato il decreto del Miur che attesta l’equipollenza dei titoli di studio rilasciati dalle scuole e istituzioni formative di rilevanza nazionale che operano nei settori audiovisivo e cinema, teatro, musica, danza e letteratura, rispetto alla laurea, alla laurea magistrale e al diploma di specializzazione. Se ne parlava da tanto e finalmenteil provvedimento è arrivato, in ottemperanza a quanto previsto dalla Buona Scuola del governo Renzi. Presso il Miur, nei prossimi mesi, sarà quindi istituita una Commissione di verifica che valuterà le domande delle istituzioni che chiederanno di equiparare i propri diplomi alla laurea: l’autonomia finanziaria degli istituti in questione e la presenza di un ciclo di studi equipollente a un corso universitario sono alcuni dei requisiti che andranno verificati.

Percorsi artistici equiparati alla laurea: chi sarà interessato e come?
La Scuola Holden di Torino, l’Accademia pianistica internazionale di Imola, le Scuole civiche di Milano e il Centro sperimentale di cinematografia: questi, per il momento, sembrano gli istituti sicuramente interessati dal decreto del Miur.
Dal Centro sperimentale – sede, peraltro, dell’incontro che ha portato alla firma – si era sempre spinto molto perché si arrivasse a questo riconoscimento. In tutto il mondo, infatti, non ci sono scuole di Cinema – se non quella londinese e, fino a ieri, quella romana – escluse dal circuito universitario. Il decreto porta, quindi, la scuola italiana a un livello non solo europeo, ma mondiale. «È un risultato sicuramente importante per i nostri ragazzi - dice Marcello Foti, direttore dello storico istituto che, proprio nel 2015, ha festeggiato i suoi ottant’anni di lavoro - Non tanto per il titolo in sé che, nel nostro campo, non ha un grosso valore ai fini dell’inserimento professionale, ma per altri validi motivi. Da un lato, per i benefit che lo Stato garantisce allo studente universitario (ad esempio, l’accesso all’edilizia universitaria o a tariffe migliori per i trasporti pubblici) dei quali i nostri allievi non potevano usufruire e, dall’altro, perché ci permette di essere in pari con l’estero. Alcuni dei nostri ragazzi più bravi, ad esempio – aggiunge Foti – ricevono proposte per insegnare in università straniere. Fino ad oggi, però, era sempre stato molto complicato inquadrarli, perché risultavano non laureati. Questo titolo, invece, darà loro la possibilità di accedere più semplicemente al circuito universitario di altri Paesi (come docenti o studenti), aprendo lor maggiori opportunità lavorative».

Opportunità per i prossimi studenti
Non c’è dubbio, quindi, che si tratti di una buona notizia per gli studenti che verranno. Non interessati dal protocollo sono, invece, gli allievi già diplomati.
Tra questi, ad esempio, c’è Giulia che, dopo una laurea triennale in Storia, ha deciso di frequentare la Scuola Holden di Torino, diplomandosi a giugno 2015. Oltre all’apertura con l’estero - che è sempre stata uno dei desideri del direttore Alessandro Baricco - Giulia sottolinea l’importanza di questo cambiamento anche per i tanti allievi italiani: «Un tempo, infatti – dice Giulia - la Scuola accettava solo 30 studenti l’anno e riusciva, quindi, senza problemi a garantir loro un lavoro a conclusione del percorso. Oggi, invece, l’Istituto è molto cresciuto e tutto è cambiato. Nell’anno in cui mi sono iscritta, ad esempio, la Scuola ha accettato circa 150 studenti: siamo in troppi e per poter trovare tutti una sistemazione lavorativa dovremmo poter accedere al mondo degli stage, dai quali però siamo esclusi in quanto non laureati». Per poter iniziare uno stage, in Italia, occorre infatti un titolo di laurea: la situazione è, quindi, di stallo per tanti ex studenti di questi Istituti di competenza del Mibact. Una situazione che, fortunatamente,


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