Studenti e ricercatori

Specializzazione mediche, con la «stabilità» arriva la copertura per 6mila borse

di Benedetta Pacelli

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Il governo rastrella fondi per le scuole di specializzazione dei camici bianchi. Che, a conti fatti potranno contare su oltre 6mila (più circa 500 delle regioni) contratti di formazione, almeno per il prossimo triennio. Ma si tratta ancora di una goccia nel mare che non riuscirà a evitare quello che viene definito un imbuto tra formazione generalista e scuole di specializzazione. Per cui si laureano molti più medici di quelli che poi riescono ad accedere al post-lauream.

La norme contenute nella legge
La legge di Stabilità in un primo momento aveva fatto ben sperare prevedendo, proprio «al fine di aumentare il numero dei contratti di formazione specialistica dei medici» un aumento del capitolo di spesa di 57 milioni di euro per l'anno 2016, di 86 milioni di euro per l'anno 2017, di 126 milioni di euro per l'anno 2018, di 70 milioni di euro per l'anno 2019 e di 90 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020.
Una quota di finanziamento destinata a calare nell’ultimo biennio in coerenza con l’attuazione della riforma per le scuole di specializzazione (68/15), che nel ridurne la durata di un anno già dall’attuale ciclo di studi, ha promesso nello stesso tempo risparmi e quindi contratti in più.

I numeri
Ma il quadro della formazione va visto nel suo complesso. Partendo innanzitutto dal numero degli accessi programmati ai corsi di laurea in medicina e chirurgia. Un numero che è andato crescendo negli ultimi dieci anni in maniera esponenziale nonostante gli allarmi degli addetti ai lavori, la Federazione dei medici innanzitutto.
Si parla, infatti, di circa 7.500 posti messi a disposizione dagli atenei nel 2005 agli oltre 10 mila per l’anno in corso. Non solo, come ha spiegato Angelo Mastrillo, esperto dell'Osservatorio delle professioni sanitarie del Miur a questa cifra vanno inoltre aggiunti gli ulteriori 7 mila posti assegnati a tutti gli studenti che avevano fatto ricorso e altri 1.800 inclusi per gli anni 2013 e 2014 come conseguenza del bonus maturità. Insomma incrociando i dati nel complesso, dice ancora Mastrillo «oltre 6.000 medici risultano così parcheggiati ogni anno nella incertezza di avere prima o poi una opportunità». Secondo i dato forniti dalla Federazione dei medici nel concorso del 2014/2015 per le specializzazioni mediche il numero di concorrenti è stato di 12.168 a fronte di un numero di posti disponibili di circa 5mila. Questo significa che oltre 6mila neolaureati non sono stati ammessi e probabilmente alcuni tentavano il concorso già per la seconda volta.
Ci va più cauto Andrea Lenzi presidente del Consiglio universitario nazionale secondo il quale seppure «questo numero di posti non sia ancora sufficiente per garantire a tutti un immediato accesso alle specialità, rappresenta comunque un grande sforzo per andare incontro alle esigenze dei giovani. Certo è che ora il governo con il patto della salute ha un’occasione epocale per fare un ulteriore passo avanti sulla formazione specialistica, mai dimenticando che va coordinata con il sistema universitario per mantenere un livello adeguato».


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