Studenti e ricercatori

In arrivo i 50 milioni per le borse di studio, scoppia il caso dei tagli all’edilizia dopo il crollo alla Federico II

di Marzio Bartoloni

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Per il pianeta università non si prevedono ulteriori novità in arrivo dalla legge di stabilità ora all’esame della commissione Bilancio della Camera. Si conferma però l’iniezione da 50 milioni per il diritto allo studio annunciato giorni fa dal premier Renzi. Nell’emendamento atteso oggi su sicurezza e cultura del Governo (quello che vale 2 miliardi in tutto) dovrebbe comparire infatti anche la norma con i nuovi fondi per le borse di studio. Potrebbe in extremis anche arrivare una limatura alla norma sulla chiamata dei 500 professori. Ieri intanto dopo crollo di un’ala di un edificio dell’università Federico II sono scoppiate le polemiche sul “taglio” da 30 milioni previsto sempre nella manovra all’edilizia universitaria.

Le misure in arrivo
«Nell’emendamento che ci apprestiamo a presentare su sicurezza e cultura ci sarà una misura molto significativa sulle borse di studio». La conferma dell’intervento sul diritto allo studio è arrivata ieri dal viceministro all'Economia, Enrico Morando, durante i lavori della commissione Bilancio della Camera sulla legge di stabilità. Il riferimento è all’arrivo di ulteriori 50 milioni per le borse di studio (ne dovrebbe aggiungere 10-15mila in più). Un’aggiunta di risorse al Fondo statale che oggi vale 160 milioni ribadito anche dal ministro Stefania Giannini in una intervista pubblicata ieri dal Mattino: «Nella legge di stabilità abbiamo dato un segnale con 212 milioni per questo capitolo di spesa. So che sarebbero serviti 300 milioni ma intanto è un segnale». Altre novità al momento non sono attese. Le modifiche richieste dalla commissione Istruzione della Camera sono state accantonate dalla Bilancio. Mentre dai ricercatori - in particolare l’Adi, l’associazione dei dottori e dottorandi di ricerca - arriva il pressing per estendere la «dis coll» (l’indennità di disoccupazione per chi ha un rapporto di collaborazione) agli assegnisti di ricerca e a tutti gli altri precari della ricerca. Per questo ieri hanno inondato la commissione Bilancio di uin diluvio di richieste con un “mail bombing” massiccio.

Le polemiche sull’edilizia universitaria
Ad accendere il dibattito e le polemiche sulla legge di stabilità è arrivato anche un fatto di cronaca. E cioè il crollo di un’ala di un edificio dell’università Federico II di Napoli seguito dal cedimento parziale di quello contiguo. A venir giù - sebbene in modo parziale - sono state le palazzine della clinica veterinaria del primo ateneo napoletano. Un crollo annunciato, e che per fortuna non ha provocato vittime, dopo che già nelle prime ore del giorno uno dei due palazzi (l'altro era già in disuso) è stato sgomberato con la sospensione delle attività didattiche. All'origine del crollo forse una voragine nel sottosuolo. Il crollo ha riportato alla ribalta la norma prevista dall’attuale legge di stabilità che recupera i vecchi stanziamenti per l’edilizia universitaria che sono stati erogati tra il 1998 e il 2008 e che alla fine del 2014 risultavano ancora inutilizzati. In attesa del decreto ministeriale che fisserà le modalità di restituzione la manovra autorizza il Mef a rendere indisponibili sul Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) 30 milioni di euro per il 2016 per gli atenei che non hanno ancora speso quegli stanziamenti. Gli studenti sono scesi subito in campo: «Il governo Renzi continua a rafforzare gravemente la difficile situazione che l'edilizia universitaria sconta nel nostro Paese: la legge di Stabilità, all'art.33, impone agli atenei la restituzione nelle casse dello Stato dei fondi destinati alla ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici che non siano stati completamente spesi entro il 2014». Un taglio criticato anche dal Movimento cinque stelle che punta al recupero dei fondi: «Noi, attraverso un emendamento, chiediamo di ridestinare allo stesso scopo quelle risorse. Speriamo che questa tragedia sfiorata faccia ravvedere l'esecutivo».


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