Pubblica e privata

Start up, incentivi regionali a 4 corsie

di Francesco Nariello

Finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto, microcredito, affiancamento lungo il percorso di avvio attività, anche attraverso specifici incubatori. Sono alcune delle opportunità messe in campo dalle Regioni a sostegno delle start up: quasi tutte le amministrazioni, infatti, hanno dei bandi aperti - sia con scadenze prefissate entro cui inviare le domande, sia “a sportello” (attivi fino a esaurimento fondi) - per chi è intenzionato a creare una nuova impresa.

Orientarsi tra bandi e misure, tuttavia, non è sempre facile. Il primo passo da fare è una ricerca in rete, navigando sui siti delle Regioni e delle società partecipate che si occupano di sviluppo economico e innovazione: qui è possibile trovare (anche se non sempre bastano pochi clic) gli avvisi aperti e i riferimenti (telefonici o email) per ricevere assistenza tecnica. Una piattaforma online per intercettare i fondi regionali - ma anche nazionali ed europei - è il portale www.warrantgroup.it/startup presentato a giugno da Italia Startup insieme alla sua società di consulenza Warrant Group, sul quale è possibile trovare i bandi suddivisi per regioni.

In Lombardia, il bando di punta per favorire la nascita di nuove attività è “StartUp e restart di impresa” (utilizzabile anche per il rilancio di attività esistenti), recentemente rifinanziato per il triennio 2015-2017, che offre contributi a fondo perduto fino a 5mila euro a impresa (previa valutazione business plan) o finanziamenti agevolati - da 15mila a 100mila euro - pari anche al 100% dell’investimento ammissibile. Il bando è a sportello: le domande, quindi, potranno essere accolte fino a esaurimento fondi. Sempre in Lombardia, ci sono i voucher “ricerca e innovazione” (fino al 26 febbraio 2016), che puntano a supportare - tra l’altro - l’avvio di start up innovative attraverso l’insediamento in incubatori lombardi.

È stato appena riaperto, in Emilia Romagna, lo sportello StartER, fondo rotativo a supporto degli investimenti effettuati da nuove imprese sul territorio regionale: si potrà accedere al bando fino al 31 dicembre. I finanziamenti agevolati – fino all’85% dell’importo dei progetti - hanno una durata tra 18 e 84 mesi e vanno da un minimo di 25mila a un massimo di 300mila euro (l’80% a tasso zero). Tra gli investimenti ammissibili ci sono: interventi su immobili strumentali, acquisizione di impianti e macchinari; consulenze tecniche, costo personale (massimo 30% per progetto).

Punta a favorire la creazione di start up innovative e l’incremento dell’occupazione giovanile il bando della Toscana (nell’ambito del Por Creo Fesr 2014-20) che mette a disposizione, fino a esaurimento fondi, finanziamenti (a tasso zero) pari al 60% del costo del progetto d’investimento (fino a 120mila euro) e voucher (entro il 20% della spesa) per servizi di consulenza e supporto all’innovazione (inclusi affiancamento e tutoraggio). I beneficiari possono essere sia micro e piccole imprese costituite da non più di due anni, che under 40 decisi ad avviare un’attività entro 6 mesi dall’agevolazione. Tra le priorità tecnologiche ci sono settori come Ict e fotonica, chimica e nanotecnologie.

Anche nel Lazio i riflettori sono puntati sullo sviluppo di start up innovative. Il Fondo istituito dalla Regione prevede contributi a fondo perduto, fino a 30mila euro, destinati a progetti imprenditoriali per nuove micro, piccole e medie imprese in specifiche aree di specializzazione: dall’aerospazio alla creatività digitale, fino alla green economy. Tra i requisiti d’accesso c’è la sottoscrizione di un accordo con investitori indipendenti - tra cui grandi imprese, incubatori/acceleratori, portali di crowfunding - per un apporto di capitale almeno pari al contributo richiesto.

Tra le Regioni del Sud che hanno lanciato di recente misure per la nascita di nuove attività c’è la Puglia: si tratta del bando Nidi - nuove Iniziative d’Impresa -, giunto alla II edizione, che mira a favorire, tra l’altro, l’avvio di nuove microimprese da parte di under 35, donne, disoccupati, precari con partita Iva e persone che stanno per perdere l’occupazione. I finanziamenti sono per metà con contributo a fondo perduto e per metà con prestito rimborsabile (agevolato), per programmi tra 10mila e 150mila euro, con coperture dall’80% al 100% dell’investimento. Attivo (fino al 31 dicembre) anche un fondo per il microcredito destinato a microimprese costituite da non più di 5 anni e start up promosse da soggetti svantaggiati.


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