Studenti e ricercatori

Bandi Erc, ricercatori italiani secondi ma la metà va all’estero

di Mar. B.

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Giovani ricercatori italiani secondi per numero di grant, ma la metà va all’estero e dagli altri Paesi nessuno sceglie l’Italia. A dirlo sono i dati sull’ultimo giro di finanziamenti stanziati dall’European research council (Erc).

Italia seconda in classifica
I giovani ricercatori italiani conquistano il secondo posto per numero di grants (31), ma quasi la metà va all’estero per fare ricerca e soprattutto nessun giovane ricercatore da un altro Paese sceglie l'Italia per fare ricerca. Anche in questo nuovo round di finanziamenti da parte dell'Erc, il Consiglio europeo della ricerca, si ripete ancora una volta il film già visto negli anni precedenti. E cioè buone performance dei nostri ricercatori, ma cattive come sistema Paese: l’Italia infatti non attrae cervelli dall’estero, un po’ perché molti centri di ricerca non sono così attrattivi e un po’ perché gli stipendi sono più bassi che altrove (il ricercatore che sceglie un Paese deve anche optare per gli stipendi di quel Paese).

La distribuzione dei fondi
Secondo le ultime tabelle dell’Erc che ha appena stanziato 429 milioni per finanziare con corposi starting grant (borse fino a 1,5 milioni) le ricerche a 291 giovani ricercatori che rappresentano l’eccellenza della scienza europea a guidare la classifica con 50 progetti finanziati sono i ricercatori tedeschi. Al secondo posto come detto gli italiani con 31 grant e poi francesi e israeliani (anche alcune Paesi extra Ue partecipano) con 24 e a seguire olandesi e inglesi con 22 progetti. Fin qui la nazionalità dei ricercatori vincitori. Perché nella classifica dei Paesi più scelti per fare la ricerca al primo posto c’è l'Inghilterra con 48 progetti, seguita dalla Germania con 47, dall’Olanda con 32 e dalla Francia con 29. Solo al settimo posto c’è l'Italia con 18 progetti di ricerca, tutti di italiani che hanno deciso di restare nel proprio Paese per realizzare i loro studi. Nulla di strano fin qui. Dall’estero invece nessuno ha scelto l’Italia. E qui sta l’anomalia perché invece in Paesi come Inghilterra, Francia e Germania i ricercatori si dividono tra quelli che restano e gli altri ospitati dall’estero. A dimostrazione di come restino più bravi di noi ad attrarre i cervelli.


© RIPRODUZIONE RISERVATA