Studenti e ricercatori

Lo studente universitario decade dopo 8 anni dall’ultimo esame, anche se non l’ha superato

di Andrea Alberto Moramarco


Per perdere la qualità di studente universitario, e conseguentemente dover rinnovare l’iscrizione e ripetere le prove già superate, devono trascorrere 8 anni accademici dall’ultimo esame sostenuto, a prescindere dall’esito positivo o negativo di quest'ultimo. Lo ha ricordato il Tar dell'Aquila con la sentenza 750/2015.

Il caso
Il protagonista della vicenda è un ispettore della Polizia che si era immatricolato presso l’Università degli Studi dell’Aquila nell’anno accademico 2004/2005 al corso di laurea triennale in scienza dell'investigazione, a seguito di una convenzione stipulata tra il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno e l’Università abruzzese per il riconoscimento di crediti formativi universitari in favore degli appartenenti alla Polizia di Stato. L'ispettore-studente aveva sostenuto con successo due esami, il primo nel febbraio 2005 ed il secondo nel giugno 2005, mentre non era riuscito a superare altri esami, tra cui l'ultimo provato nel maggio 2006. Dopo qualche anno di pausa, l’ispettore nel marzo 2013 cercava invano di accedere nuovamente al portale telematico dell’Università per iscriversi on line per sostenere un nuovo esame. La segreteria sollecitata a rispondere sul disservizio gli comunicava però che erano passati ormai 8 anni dall’ultimo esame superato e la sua qualità di studente doveva per legge considerarsi decaduta.
Di qui una lunga serie di istanze di riesame di tale decisione presentate dallo studente all'Università e altrettante note di risposta da parte dell’ateneo sfociate poi nel ricorso dell'ispettore dinanzi al Tar. In breve, lo studente riteneva che ai fini del calcolo degli «8 anni dall'ultimo esame” si dovesse far riferimento all'ultimo esame sostenuto e non anche superato, e che gli 8 anni dovessero essere intesi come “anni accademici” e non come “anni solari”. In tal modo, egli avrebbe potuto sostenere esami sino all'aprile 2014 e non invece marzo 2013. Dal canto suo, l'Università correggeva il tiro adducendo come motivazione della decadenza della qualità di studente l'omessa regolarizzazione della sua posizione, dovuta al mancato pagamento delle tasse universitarie dell'anno accademico 2005/2006, nonché l'omessa verbalizzazione sul libretto degli esami sostenuti e non superati, che avrebbe potuto costituire un riferimento certo ai fini di legge.

Le motivazioni
La decisione della questione passa così ai giudici amministrativi i quali bacchettano severamente l’atteggiamento dell’ateneo ed accolgono il ricorso dell’ispettore, come già fatto in sede cautelare, vista l’assenza di persuasione «in ordine alle pretese irritualità documentative dell’ultimo esame (infruttuosamente) sostenuto dal ricorrente».
Ebbene, il Tar nel giudizio di merito spiega la regola posta alla base della decadenza dello status di studente e giudica insostenibili le ragioni di tipo formale addotte dall'Università nel tentativo di mutare «il baricentro motivazionale della sua decisione espulsiva».
In primo luogo, i giudici osservano che, ai sensi dell’articolo 149 del t.u. delle leggi sull’istruzione superiore (t.u. 1592/1933,), gli studenti che non sostengono esami per 8 anni accademici consecutivi devono «rinnovare l'iscrizione ai corsi e ripetere le prove già superate». Ciò deve essere interpretato nel senso che «il rilievo degli esami sostenuti -ai fini del calcolo dei periodi di inerzia universitaria dello studente- prescinde dall’esito fruttuoso od infruttuoso degli esami stessi, i quali, quand’anche valutati in modo negativo, non sono comunque “tamquam non esset” nella considerazione della richiesta continuità degli studi intrapresi». E nel caso di specie, per l'ispettore non era ancora decorso il termine di 8 anni accademici dall’ultimo esame sostenuto, al contrario di quanto presupposto e poi ritrattato dallo stesso provvedimento decadenziale dell’ateneo. Quanto infine ai rilievi formali, il Collegio sottolinea l’irrilevanza normativa del tardivo pagamento delle tasse universitarie e l’incongruenza della tesi della mancanza della formale indicazione dell'esame sostenuto nel libretto universitario, in quanto la stessa Università avrebbe dovuto procedere ad un tempestivo e formale disconoscimento di documenti che risultano pacificamente inseriti negli archivi della Segreteria.


© RIPRODUZIONE RISERVATA