Studenti e ricercatori

Ecco le migliori città al mondo dove studiare. La prima italiana è Milano (38esima)

di Luisanna Benfatto

Parigi si conferma per il quarto anno consecutivo la città ideale dove studiare secondo il QS Best Student Cities Rankings . La capitale francese ha infatti molti dei requisiti presi in esame dalla società Quacquarelli Symonds per meritarsi ancora il podio: ragionevole costo di iscrizione alle facoltà, buon rapporto tra costo della vita e servizi offerti, alto numero di università riconosciute a livello mondiale, forte riconoscimento dei datori di lavoro per i laureati.

La capitale francese al primo posto
Il primo posto di Parigi ha ragioni precise. Si legge infatti nelle motivazioni: «La sua alta concentrazione di università presenti nel ranking internazionale, ben 18 atenei, le tasse universitarie relativamente basse (poco più di 2000 euro all'anno) sommate a un costo della vita non esorbitante anche se considerevole, - rispetto a Tokyo o Londra -, fanno di Parigi la città ideale dove uno studente può costruirsi un futuro professionale divertendosi. Le Università parigine e le scuole di specializzazione ENS, Ecole Polytechnique, Sciences Po, Université Paris-Sorbonne (ParisIV) e HEC hanno prodotto alcuni tra i più importanti filosofi, teorici, scienziati, politici, imprenditori e matematici degli ultimi 100 anni e continuano a formare laureati molto ricercati nel mercato del lavoro. Per tutti questi motivi Parigi è ancora una delle città storiche, culturalmente vive e migliori da vivere quando si è studenti». Gli Stati Uniti sono comunque la nazione più rappresentata nella classifica, con ben undici città, di cui Boston (13°) e New York (20°) compaiono tra i primi venti posti. Le altre presenze statunitensi includono Chicago (30°), Los Angeles (42°), e Atlanta (58°). Anche il Regno Unito con otto città posizionate in classifica e Australia con sette sono mete di rilievo. L’Italia è presente solo con Milano piazzata al 38° posto e Roma al 61°. In questa edizione più estesa rispetta allo scorso anno, (75 le città prese in esame e non più 50) compaiono anche destinazioni inconsuete per uno studente come Oslo (60°) e Sharjah negli Emirati Arabi Uniti (68°).

La città del sapere contro le barbarie
La scia di sangue lasciata dai terroristi dell'Is non può essere cancellata ma, come afferma Thierry Coulhon, Rettore de l'Université de Recherche Paris Sciences et Lettres il sapere si conferma l’arma migliore per sconfiggere le barbarie: «Dopo i terribili attentati di cui questa città è stata vittima, Parigi è più determinata che mai a difendere i suoi valori di solidarietà, libertà e creatività. Non c’è scudo più solido che possiamo utilizzare per contrastare la barbarie, poiché la conoscenza si basa sul principio di apertura verso gli altri: sapere aude ». Anche Jacques Biot, Presidente dell'École Polytechnique, ha commentato l'ottimo risultato raggiunto aggiungendo che Parigi è e continuerà ad essere «un luogo unico per conoscere, scoprire, studiare, impegnarsi e confrontarsi: un luogo dove il dialogo, la fraternità e la libertà prevalgono sempre


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