Studenti e ricercatori

Renzi: pronti a estendere l’«art bonus» ai centri di ricerca

di Eugenio Bruno

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Novità in vista per la ricerca. Già nella legge di stabilità. Ad annunciarle è stato ieri il premier Matteo Renzi durante la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa ha annunciato l’intenzione di estendere ai centri di ricerca l’art bonus previsto per i beni culturali. Un segnale d’interesse che si somma a quello giunto nei giorni scorsi dalla commissione Lavoro della Camera che ha approvato una proposta di modifica alla legge di stabilità per estendere agli assegnisti di ricerca la nuova indennità di disoccupazione «Dis-coll».

L’annuncio di Renzi
Il presidente del Consiglio ha riassunto così le misure che il suo governo ha varato per la ricerca: «Più soldi per la ricerca, 500 posti per i ricercatori presi con iniziative anche fuori dai tradizionali giri universitari, più soldi ai centri di ricerca internazionali a iniziare dal Cern. In tutte le grandi istituzioni ci deve essere un po' Italia, come all'Eso in Cile è infinitamente grande». Ma all’orizzonte - ha aggiunto - ci sarebbe anche l’estensione ai centri di ricerca dell’art bonus previsto per i beni culturali: «La defiscalizzazione è iniziata con la cultura, non escludo che l’art bonus sia allargato ai centri di ricerca». Una misura che potrebbe essere inserita nella legge di stabilità all’esame della Camera.

Come funziona l’art bonus
Del resto il ddl già interviene in materia di art bonus. I commi 172 e 173 della legge di stabilità rendono strutturale il regime fiscale agevolato introdotto in via temporanea, sotto forma di credito d’imposta, dall'articolo 1 del decreto legge n. 83 del 2014, in favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi a favore della cultura e dello spettacolo. Il bonus, nella sua versione originale, è riconosciuto alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 15 per cento del reddito imponibile, e ai
soggetti titolari di reddito d'impresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui. Due le innovazioni previste dalla stabilità: l’incentivo è diventato strutturale; viene eliminata la riduzione del credito d'imposta dal 65 al 50% per gli anni successivi al 2015. Novità a cui potrebbe aggiungersi ora l’estensione ai centri di ricerca.

L’estensione della «Dis-coll»
Qualche passo in più sembra averla percorsa un’altra misura cara al mondo della ricerca. Tra gli emendamenti approvati la settimana scorsa dalla commissione Lavoro ne spicca uno del Pd (prima firmataria Chiara Gribaudo) che amplia l’ambito di applicazione della nuova indennità di disoccupazione per i collaboratori prevista dal Jobs act. Prevedendo che nel 2016 la «Dis-coll» - che attualmente è prevista per i lavoratori che posseggono tre requisiti: siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione; possano fare valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell'anno solare precedente l'evento di cessazione dal lavoro al predetto evento; possano fare valere, nell'anno - sia riconosciuta anche gli assegnisti di ricerca. Una proposta di modifica su cui l’ultima parola spetterà alla Bilancio, che dovrà ora decidere se recepirla o meno.


© RIPRODUZIONE RISERVATA