Studenti e ricercatori

Rete della conoscenza lancia l’allarme: a Città di Castello un nuovo caso «Enna»

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A Città di Castello si rischia un nuovo caso Enna. Dopo la vicenda del corso di laurea in medicina dell'Università Kore avviato nella città siciliana in collaborazione con un ateneo romeno , la Rete della conoscenza chiede che «il ministero intervenga subito» per quello che considera «un secondo caso a Città di Castello». Nel mirino stavolta c’è una convenzione tra Cepu e la Medical University di Sofia.

La denuncia degli studenti
Per le associazioni studentesche quello che è stato messo in atto è «un corso di laurea privato che consente di aggirare il test d'ingresso tramite una retta di iscrizione di 18 mila euro». Più o meno quello che accadeva a Enna prima dello stop del Miur . Al momento nessuna replica sarebbe giunta dal Cepu. Secondo la Rete della Conoscenza «il dilagare di questo fenomeno è inaccettabile». Per Alberto Campailla, portavoce di Link coordinamento universitario «si tratta di una assurda speculazione sulle aspirazioni degli studenti. Il Miur - aggiunge - deve dimostrare di avere il controllo della situazione perché, per la seconda volta dopo l'università Kore di Enna, casi di questo genere sono rivelati dalla stampa e il ministero arriva in ritardo». Lorenzo Paglione, responsabile di Link-Area Medica rincara la dose: «Abbiamo già denunciato quanto sia ingiusto pensare di poter aggirare l’ingiusto sistema di selezione basato sul test d’ingresso, con una selezione ancora più ingiusta basata sul censo e sulla disponibilità economica delle famiglie degli studenti. Il caso di Città di Castello, come quello di Enna - prosegue -, è un chiaro esempio di come alcuni enti privati stiano cercando di far profitto sull'illusione di poter aggirare il numero chiuso di medicina».


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