Studenti e ricercatori

Dalle borse di studio agli organici di fatto nelle scuole: gli emendamenti della commissione Cultura alla manovra

di Marzio Bartoloni

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Tredici emendamenti approvati all’unanimità e inviati alla commissione Bilancio della Camera che da domenica 6 dicembre comincerà a votare le modifiche alla legge di stabilità già approvata dal Senato. La commissione Cultura lancia il suo sasso nello stagno della manovra con la richiesta di alcune modifiche, alcune con più possibilità di passare altre molto meno: si va dai 50 milioni per il diritto allo studio (le risorse promesse dal premier Renzi ) alla trasformazione nelle scuole dell’attuale organico di fatto in organico di diritto (la misura però vale oltre 200 milioni).

Le modifiche approvate dalla commissione Cultura
Tra gli altri emendamenti approvati all’unanimità dalla settima commissione della Camera se ne segnalano anche altri - firmati in particolare dalla deputata Manuela Ghizzoni (Pd) - che impattano soprattutto sul fronte università: in particolare una modifica chiede la sterelizzazione dei tagli da 34 milioni alle università e agli enti di ricerca decisi in manovra con il ricorso al Mepa (il mercato elettronico degli acquisti della Pa). In pista anche la richiesta dello sblocco totale del turn over negli atenei (e non solo ai ricercatori di tipo a come già prevede la stabilità) già dal 2016. Mentre sul fronte borse di studio - oltre ai 50 milioni in più promessi dal premier - i 5 milioni aggiuntivi trovati nel passaggio al Senato saranno destinati (questa la richiesta dell’emendamento a firma Ghizzoni) a coprire le borse di studio degli studenti esclusi quest’anno per effetto del nuovo Isee a invarianza di redditi e patrimonio. Tra le altre modifiche approvate dalla commissione Cultura ci sono anche misure per gli Ata (dalla formazione alla loro sostituzione temporanea negli istituti), per le accademie di belle arti e su proposta del movimento Cinque Stelle anche la cancellazione del requisito della sola laurea triennale per partecipare al concorso per 500 posti da funzionario al ministero dei Beni culturali.

La Discoll da estendere ad assegnisti e dottorati
Tra le altre modifiche che potrebbero arrivare nel corso della discussione della legge di stabilità alla Camera va segnalato anche un possibile emendamento che estenderebbe la Discoll - l’indennità di disoccupazione prevista dal jobs act per i collaboratori coordinati e continuativi - anche ad assegnisti e dottori di ricerca. Nei giorni scorsi al Senato -proprio durante la discussione della manovra - era stato approvato un ordine del giorno che chiedeva questa misura in quanto si tratta di figure che «svolgono attività di ricerca nelle Università e negli Enti di Ricerca con forme contrattuali perfettamente sovrapponibili ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa». Ora l’ordine del giorno potrebbe diventare una modifica ad hoc durante la discussione alla Camera.


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