Studenti e ricercatori

No degli studenti su borse di studio e bonus ai neo 18enni: misure insufficienti

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«Insufficienti e propagandistiche». Con queste parole le associazioni studentesche boccia il doppio annuncio di ieri del premier Matteo Renzi sullo stanziamento di 50 milioni per le borse di studio e il bonus di 500 euro per i neo-diciottenni che diventeranno nei prossimi giorni altrettanti emendamenti alla legge di stabilità all’esame della Camera.

Gli studenti bocciano il bonus
«Renzi nasconde dietro la proclamazione di buoni principi, a partire dalla necessità di combattere fondamentalismi e razzismi investendo in cultura, il vuoto delle proprie politiche» ha dichiara Riccardo Laterza, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza, secondo cui i 500 euro di bonus «rappresentano l'ennesimo spot propagandistico, anziché una misura strutturale». A suo giudizio, infatti, «l’accesso al patrimonio storico-artistico e ai consumi culturali dovrebbe essere una priorità da affrontare seriamente per restituirli davvero alla cittadinanza e alla fruizione pubblica, seguendo modelli di altri Paesi europei, come la Francia, che prevedono la totale gratuità dell’ingresso a musei e siti culturali, in quanto parte fondamentale della formazione garantita dallo Stato, per le nuove generazioni».

Pochi i fondi per le borse di studio
«I 50 milioni annunciati dal Governo non risolvono il problema del diritto allo studio alla radice. Se si vuole infatti eliminare la figura dell'idoneo non beneficiario e garantire a tutti coloro che ne hanno la borsa di studio, i milioni necessari sono 200! Dopo la scandalosa vicenda dell’Isee - ha affermato Alberto Campailla, Portavoce nazionale di Link-Coordinamento Universitario - che non si riescano a trovare le coperture per una cifra del tutto irrisoria rispetto alle manovre previste nella finanziaria, è una prova della negligenza e del disinteresse del governo e della maggioranza». Sulla stessa lunghezza d’onda l’Unione degli studenti: «Queste scelte politiche sono completamente sconnesse dalla realtà italiana, raccontata anche nell'ultimo rapporto Ocse in cui si evidenzia l'estremo bisogno che ha il nostro paese di contrastare la dispersione scolastica e incentivare l'immatricolazione all'università, soprattutto tra le fasce più deboli della popolazione, dati su cui da anni l'Italia è indietro rispetto agli altri stati Ue e Ocse», ha aggiunto Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Uds.

La voce fuori dal coro
È quella di StudiCentro. Per il presidente nazionale Virginio Falco i 50 milioni per le borse di studio e il bonus da 500 euro vanno «nella direzione giusta di proteggere la dignità delle giovani generazioni». A suo giudizio, «spendere in cultura la stessa cifra che si intende impiegare per rafforzare la sicurezza nelle nostre città, significa aver presente le esigenze del nostro paese e una visione a lungo periodo su come abbattere emarginazione sociale e contrastare i fondamentalismi».


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