Studenti e ricercatori

Renzi promette: subito 50 milioni in manovra per il diritto allo studio

di Marzio Bartoloni

Gli attesi fondi per il diritto allo studio, finora grande assente nella legge di stabilità, spuntano a sorpresa nel piano anti terrorismo annunciato ieri dal premier Renzi. Nel pacchetto di misure su cultura e sicurezza ci sono anche 50 milioni per le borse di studio: «Chi è meritevole di studiare non può essere bloccato per questioni di reddito», ha spiegato Renzi. Che sul modello dei 500 euro già assegnati agli insegnanti dalla Buona scuola annuncia anche un bonus per i neo diciottenni da spendere in cultura.

L’investimento nel diritto allo studio
Invocato da settimane dagli studenti che chiedevano 100-200 milioni arriva inatteso l’annuncio di un investimento, già in legge di stabilità, di 50 milioni per il diritto allo studio, il grande assente dalla legge di stabilità, anche se nel passaggio al Senato sono comparsi con un emendamento 5 milioni. Le nuove risorse dovrebbero tradursi in 10-15mila borse di studio in più da destinare agli studenti meno abbienti coprendo almeno in parte la platea di chi ne avrebbe diritto ma viene escluso per mancanza di fondi (l’anno scorso sono stati ben 46mila gli studenti idonei senza borsa). L'intervento dovrebbe aiutare il nostro Paese a provare recuperare il gap storico che ci vede - come certificato proprio ieri dall'Ocse - in coda per il basso numero di laureati. «Quello del diritto allo studio è una delle emergenze del nostro sistema universitario», ha ricordato ieri il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini rispondendo alle domande di Roberto D'Alimonte, docente della Luiss durante un seminario organizzato dall'ateneo romano. Per il ministro serve però anche una modifica strutturale: «Deve cambiare il meccanismo di finanziamento, la gestione deve passare dalle Regioni agli atenei». «Le Regioni non saranno felici di privarsi di questa gestione - ha aggiunto Giannini - ma le borse di studio devono essere considerate un passaporto per tutti gli studenti per consentire loro di entrare in un percorso di eccellenza e scegliere l'ateneo che si vuole». Positivo infine il giudizio di Francesca Puglisi, responsabile Scuola del Partito democratico: ««Per ogni euro investito in sicurezza, un analogo investimento in cultura. Le misure straordinarie appena annunciate dal presidente Renzi sono la migliore risposta al terrore».

La card per i neodiciottenni
Una card con 500 euro da spendere tra teatri, musei, concerti e cultura per tutti i diciottenni. Nel giorno dei funerali di Stato a Valeria Solesin, la giovane italiana uccisa a Parigi che studiava alla Sorbona, il premier Renzi annuncia una misura che vale 300 milioni e che assomiglia a un esplicito invito ai giovani a non farsi contagiare dalla paura. È lo tesso premier a farlo capire nel suo intervento dalla sala sala degli Orazi e Curiazi dei musei capitolini parlando di un bonus che «diventa simbolicamente il benvenuto nella comunità dei maggiorenni ma soprattutto diventa simbolicamente il modo con cui lo Stato ti carica della responsabilità di essere protagonista e co-erede del più grande patrimonio culturale del mondo». La scelta del Governo sul bonus da 500 euro per i circa 550mila italiani che ogni anno compiono diciotto anni replica quanto già fatto recentemente con la riforma della Buona scuola che ha già assicurato a tutti gli insegnanti la stessa cifra - ma in busta paga nel caso dei prof- da spendere sempre in inziative e prodotti culturali. Nel caso dei neo maggiorenni il bonus arriverà invece con una card da spendere appunto nei musei, nei teatri, nelle librerie o per i concerti. Come nel caso degli insegnanti molto probabilmente arriverà anche per i diciotteni un provvedimento con i paletti e le indicazioni su come spendere il bonus.


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