Studenti e ricercatori

Il Senato trova i fondi per gli scatti stipendiali dei docenti e 5 milioni per le borse di studio

di Marzio Bartoloni

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Arrivano le attesissime risorse per pagare gli scatti di stipendio per i docenti universitari fermi da oltre 5 anni: il Senato trova infatti 25 milioni di euro nel 2016 e 30 milioni a partire dal 2017. Ma tra le modifiche in extremis decise a Palazzo Madama c’è anche uno sforzo in più per il diritto allo studio: dopo la prima ipotesi di un aumento di 1,5 milioni in tre anni i senatori alla fine hanno licenziato un aggiunta più sostanziosa che vale 5 milioni a partire dal prossimo anno. Buone notizie anche per gli studenti Erasmus+ che potranno chiedere l’esenzione Irpef. Sono queste le ultime modifiche di peso alla legge di stabilità per il pianeta università che erediterà la Camera e a cui si aggiunge anche l’inserimento della laurea triennale in beni culturali tra i titoli necessari per l’assunzione a tempo indeterminato al ministero dei Beni culturali di 500 funzionari. Una norma criticata dall’Adi, l’associazione dei dottorandi e dottori di ricerca.

Gli scatti di stipendio
In arrivo 25 milioni di euro nel 2016 e 30 milioni di euro a partire dal 2017 per il fondo per il finanziamento ordinario delle università «al fine di incrementare la quota premiale». Queste risorse arriveranno dunque agli atenei con i criteri “meritocratici”, ma le università ne potranno disporre autonomamente. Si tratta dunque di finanziamenti in più che potranno essere impiegati per pagare gli scatti di stipendio che sono stati sbloccati proprio dalla manovra. La conferma arriva sia dal sottosegretario Faraone ( «per i docenti universitari, poi, sblocco degli scatti: 25 milioni per il 2016, 30 milioni dal 2017») che da Raffaele Calabrò del gruppo area popolare (Ncd -Udc): «Grazie ad un emendamento, fortemente voluto da Ap, nella legge di stabilità sono stati stanziati 25 milioni per gli scatti stipendiali dei docenti universitari, bloccati da cinque anni, e che non saranno a carico dei bilanci degli atenei. Si pone così finalmente fine a una disparità di trattamento nei confronti dei professori universitari, unici ancora sottoposti ancora al blocco selettivo degli scatti di anzianità».

Le risorse per il diritto allo studio
«Al fine di sostenere l’accesso dei giovani all’università, e in particolare dei giovani provenienti da famiglie meno abbienti, il fondo integrativo per la concessione delle borse di studio iscritto nello stato di previsione del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, è incrementato di 5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016», questo il testo della norma che ha ottenuto il via libera dal Senato e che alza l’asticella delle risorse rispetto al primo emendamento che era stato presentato dalle due relatrici Magda Zanoni e Federica Chiavaroli che prevedeva un aumento del Fondo per il diritto allo studio di 1,5 milioni in tre anni. «Si tratta di un primo segnale, la norma ponte che chiedevamo per risolvere l’emergenza attuale degli studenti esclusi dalla borsa di studio anche per colpa del nuovo Isee ora alla Camera lavoreremo per aumentare ancora di più le risorse per il futuro», avverte Manuela Ghizzoni (Pd).

Le assunzioni al Mibact
Tra le modifiche approvate da Palazzo Madama c’è anche l’inserimento della laurea triennale – il primo gradino della formazione universitaria – in beni culturali tra i titoli di ammissione per l’assunzione a tempo indeterminato presso il Mibactdi 500 funzionari nei profili di antropologo, archeologo, architetto, archivista, bibliotecario, demoantropologo, promozione e comunicazione, restauratore e storico dell'arte. Profili che secondo l’Adi «si legano a elevati livelli di specializzazione, non conseguibili attraverso la formazione di base che caratterizza la laurea triennale. Il provvedimento si muove dunque nella direzione completamente opposta rispetto alla tanto auspicata valorizzazione dei più alti gradi della formazione (Dottorato di Ricerca e Scuole di Specializzazione) e di coloro che, con passione e dedizione, si impegnano per conseguirli». Da qui la richiesta di modifica da parte dell’associazione dei dottorandi e dottori di ricerca «prevedendo il dottorato di ricerca o la specializzazione come titoli preferenziali e la laurea magistrale come titolo di ammissione ai prossimi concorsi del Mibact».


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