Studenti e ricercatori

Bonus per il «controesodo» esteso ai cervelli già rientrati in Italia

di Eu. B.

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Si amplia la platea dei cervelli fuggiti all’estero che potrebbero ora beneficiare del bonus fiscale per il rientro. Le relatrici al disegno di legge di stabilità, Magda Zanoni (Pd) e Federica Chiavaroli (Ap), hanno depositato eri in commissione Bilancio del Senato un emendamento che estende i benefici fiscali previsti dalla legge 238 del 2010 (la cosiddetta legge sul controesodo) ai soggetti che sono rientrati in Italia tra il 1° marzo e il 6 ottobre 2015.

Il doppio incentivo
Rinviando all’approfondimento pubblicato su Scuola 24 del 28 settembre scorso in questa sede conviene riassumere i due benefici fiscali attualmente previsti per il rientro dei cervelli in fuga. Il primo è quello introdotto dalla legge 238/2010, che è in vigore dal 2011 e che si applica ai nati dopo il 1° gennaio 1969. Consiste in uno sconto Irpef del 70% sul reddito imponibile (l’80% per le donne) dei lavoratori dipendenti o autonomi e vale fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017. Nel frattempo uno dei decreti attuativi della delega fiscale - l’articolo 16 del Dlgs 147/2015 che è entrato in vigore il 6 ottobre scorso - ha introdotto un bonus fiscale del 30% sul reddito imponibile per i cervelli di ritorno. Senza alcun limite di età stavolta (ma con il “paletto” di avere trascorso all’estero almeno cinque anni) e per un quinquennio.

L’emendamento delle relatrici
Il beneficio contenuto nella legge sul controesodo è stato prorogata fino al 31 dicembre 2017 dall’articolo 10, comma 12-octies del decreto milleproroghe del 2014. Ma tale disposizione è stata abrogata dall’articolo 16 del Dlgs citato. Creando di fatto un periodo scoperto tra il 1° marzo 2015 (data di entrata in vigore dell’articolo 10, comma 12-octies, del milleproroghe 2014) e il 6 ottobre 2015 (data di entrata in vigore dell’articolo 16 del Dlgs 147/2015). Grazie all’emendamento depositato ieri i cervelli rientrati proprio in quel periodo potranno godere del bonus previsto dalla legge 238. A meno che non vogliano utilizzare quello contenuto nel Dlgs 147.


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