Studenti e ricercatori

Legge di stabilità, tra i mille cervelli da assumere almeno 200 agli enti di ricerca

di Marzio Bartoloni

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L’emendamento è pronto e dovrebbe essere votato forse già oggi quando la manovra in tarda serata proverà a lasciare la commissione Bilancio del Senato per andare in aula. Si tratta di una modifica voluta dai relatori della legge di stabilità e prevede che almeno 200 ricercatori dei mille previsti nel piano di assunzioni annunciato dalla legge di stabilità per gli atenei siano “dirottati” negli enti di ricerca.

L’emendamento
L’intenzione di modificare la legge di stabilità in questo punto era stata annunciata già nei giorni scorsi: ««Sui ricercatori abbiamo accantonato gli emendamenti presentati e stiamo ragionando su come valorizzare gli enti di ricerca», aveva affermato venerdì una delle relatrici alla manovra, Federica Chiavaroli (Ap). Che spiegava appunto che si stava valutando la possibilità di far assumere una parte dei ricercatori negli enti di ricerca anziché solo dalle unversità. Un emendamento che ora ha preso corpo: «Il testo è pronto, e prevede - spiega Chiavaroli a Scuola24 - che 200 dei mille ricercatori da assumere siano destinati agli enti di ricerca, le modalità per assumerli saranno poi stabiliti dai decreti attuativi». La modifica potrebbe essere approvata già oggi in commissione Bilancio. L’obiettivo del Governo è quello di licenziare tutto il testo in tarda serata per poi farlo licenziare dall’aula di Palazzo Madama entro venerdì. La manovra poi andrà alla Camera dove sono attese le modifiche principali.

Le richieste di sindacati, ricercatori e studenti
Intanto continua il dibattitto sulle modifiche da introdurre in manovra. Oggi in una conferenza stampa al Senato Flc Cgil, Adi, Link, Crnsu presenteranno una serie di proposte emendative alla manovra su reclutamento universitario, dottorato di ricerca e diritto allo studio. Le modifiche riguardano in particolare il reintegro del Fondo di finanziamento ordinario degli atenei per 800 milioni (quanto tagliato dal 2009); più fondi per garantire la copertura delle borse di studio; una riforma della tassazione studentesca; un piano pluriennale di reclutamento di ricercatori a tempo determinato di tipo b ( 5000 all’anno per 4 anni); lo sblocco del turn-over, un finanziamento a sostegno delle borse di dottorato che consenta la copertura di tutti i posti banditi; l’innalzamento del numero complessivo di posti di dottorato banditi fino ad almeno 11mila l’anno e infine il mantenimento delle somme destinate all’edilizia universitaria.


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