Studenti e ricercatori

Laureati a 26 anni e subito occupati: l'identikit dei farmacisti secondo Almalaurea

di Al. Tr.

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Sono soprattutto donne, si laureano presto e trovano lavoro in fretta, ma la media dei voti è inferiore alla media. E' questo, in estrema sintesi, il profilo professionale dei farmacisti italiani tracciato da Almalaurea a partire dall'analisi delle caratteristiche formative fino all'appeal riscosso sul mercato del lavoro.

L'esperienza all'università
L'analisi indaga le performance formative di 1.151 laureati magistrali del 2009 che, intervistati a cinque anni dalla laurea, dichiarano di svolgere la professione di farmacista. Giovani che hanno conseguito una laurea magistrale a ciclo unico, naturalmente in ambito farmaceutico. Una professione intrapresa maggiormente dalle donne (rappresentano il 73%, contro il 27% dei maschi), relativamente più diffusa al Sud (33% contro il 21% delle media), e iniziata da laureati con alle spalle contesti famigliari avvantaggiati, sia dal punto di vista culturale (40 su cento hanno almeno un genitore laureato; è il 32% per la media) che economico (33,5 su cento ha alle spalle una famiglia di status economico elevato contro il 26%).
E all'università come si comportano? A 26,4 anni hanno già il titolo in mano (contro un'età media di 27,2 anni rilevata per il complesso dei laureati di secondo livello), terminato, nel 59%, al più entro un anno fuori corso (è l'83% per il complesso totale dei laureati). Nonostante la giovane età, sia la regolarità negli studi che il voto medio di laurea (100,5 contro 108) risultano inferiori alla media. Nel loro curriculum formativo, i tirocini sono prioritari, molto più che per il complesso dei laureati magistrali (87% contro il 53%), mentre le esperienze internazionali sono di gran lunga meno importanti che per la media degli studenti (5% contro il 20%). E se gli chiedi cosa pensano del percorso universitario appena concluso, si dichiarano complessivamente soddisfatti, tanto che potendo tornare ai tempi dell'iscrizione, il 74% sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

Il mercato del lavoro
Oltre la metà dei farmacisti intraprende attività di formazione post laurea, in particolare tirocini (26,5%), propedeutici all'avvio dell'attività professionale, o stage in azienda (18%). Una volta entrati sul mercato del lavoro, nonostante inizino a lavorare in larga misura solo una volta che hanno portato a casa il titolo di laurea (79% contro il 64%), arrivano alla prima occupazione nettamente prima della media: 4,7 mesi, contro i 7,1 del complesso dei laureati magistrali occupati.
Si inseriscono soprattutto in ambito privato (93% contro il 73%), nel ramo del commercio (87%; si tratta ovviamente di farmacie) o della sanità (12%; in tal caso si parla di farmacie ospedaliere), generalmente potendo contare su un lavoro stabile (82%, contro il 70% della media), in particolare a tempo indeterminato (71% contro il 46%). Il guadagno resta in linea con la media (1.320 euro contro 1.336 euro netti mensili), sebbene la percentuale di chi è assunto con un contratto part time sia nettamente più elevata della media (24,5% contro 17%).
Visto l'ambito di inserimento professionale, non stupisce che per i farmacisti la corrispondenza tra studi compiuti e occupazione svolta sia molto elevata: il 71% usa molto le competenze acquisite all'università contro il 51% della media.


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