Studenti e ricercatori

Il ministro Giannini: «I fondi del diritto allo studio assegnati direttamente agli atenei»

di Marzio Bartoloni

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Destinare le risorse per le borse di studio direttamente alle università senza passare dalle regioni. Il ministro Giannini torna a confermare l’idea di una riforma complessiva del diritto allo studio, grande assente della manovra ora all’esame del Parlamento. «In Italia - ha detto in un incontro ieri al Politecnico di Torino - non abbiamo un diritto allo studio efficace. Non tanto per i soldi: al diritto allo studio destiniamo circa 500 milioni di euro all’anno». Il nodo secondo il ministro è che alcune regioni conservano le risorse per il diritto allo studio fino all’ultimo giorno utile o talvolta questi soldi si disperdono.

La riforma allo studio
In Italia, ha ricordato il ministro Giannini, al diritto allo studio vengono destinati circa 500 milioni l’anno e la ripartizione è più o meno equilibrata tra tasse scolastiche, risorse statali e regionali. Ma, ha ribadito il ministro dell’Istruzione, spesso questi fondi vengono dispersi dalle Regioni. «Basti pensare - ha aggiunto - che al Nord c’è un’assegnazione tra l’80 e il 100% mentre al sud in alcuni casi si scende al 20%». Da qui la proposta: «Sto pensando di cambiare il sistema di assegnazione dando direttamente le risorse alle università che diventano così responsabili della gestione e ciò permette di mappare il sistema senza macro-scelte regionali». Da qui la proposta: «Cambiare il sistema dando le risorse all’università che diventano cosi responsabili della gestione e questo permette di mappare il sistema senza macroscelte regionali». Al ministero sono infatti convinti che a «invarianza di risorse» si possa intervenire sul modello garantendo più efficienza, risparmi e dunque più risorse da destinare alle borse di studio.

Le prime reazioni dei rettori
Il rettore del Politecnico, Marco Gilli, presente all’incontro con il ministro ha apprezzato la proposta annunciando il sostegno del suo ateneo in quanto «è nostro interesse - ha detto - attirare i talenti migliori». Favorevole anche il rettore di Roma Tre, Mario Panizza: «Il Miur - osserva Panizza - ha tutto il diritto di devolvere direttamente agli atenei la quota di fondi per lo studio universitario che oggi transitano per le Regioni, per evitare che queste ultime le tengano in cassa inutilmente o le disperdano». «Come Roma Tre - continua il rettore - siamo pronti a farci carico di queste eventuali assegnazioni. La proposta determinerebbe una maggiore equità poiché è evidente la disparità di trattamento tra università del Nord e del Sud, come ha fatto notare il ministro, circostanza che provoca l'esodo degli studenti italiani da Sud a Nord».


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