Studenti e ricercatori

Dopo lo stop del Miur a Enna arriva il sequestro della sede della facoltà romena di Medicina

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A Enna la Procura ha disposto il sequestro dei locali dell’Ospedale Umberto I dove, il 12 ottobre, era iniziato il corso di lingua rumena finalizzato ad ottenere un attestato necessario per la frequenza dei corsi universitari in Medicina e Professioni Sanitarie erogati dalla Università «Dunarea De Jos» di Galati, in Romania. Da allora numerosi studenti hanno frequentato a ritmo serrato le lezioni in quelle aule che da dicembre avrebbero dovuto ospitare i corsi universitari di medicina e professioni sanitarie, che non sono stati mai stati autorizzati dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

L’inchiesta della procura
La vicenda ora però rischia di finire nelle aule di Tribunale dopo che il ministero della Pubblica istruzione ha dichiarato illegittimi i corsi di lingua romena organizzati dalla facoltà di Medicina e Professioni Mediche dell’Università Dunarea de Jos, in partnership con la «Fondazione Prosperpina», la Srl che tra i soci ha l’ex senatore del Pd, Vladimiro Crisafulli. L’ex parlamentare ora indagato dalla Procura, che ha aperto una inchiesta, con l’accusa di abuso d’ufficio e occupazione di edificio, assieme all’ex commissario straordinario dell’Asp, Giuseppe Termine, l’attuale direttore generale, Giovanna Fidelio e il direttore sanitario, Emanuele Cassarà, e a un funzionario dell’Asp accusato di falso. I magistrati hanno disposto il sequestro dei locali dell'ospedale “Umberto I” dove si svolgono i corsi di lingua romena, propedeutici ai test di ingresso per la facoltà di Medicina. Il prossimo 14 dicembre sarebbero dovuti cominciare i corsi di laurea. L’indagine è stata svolta dalla Guardia di Finanza che ha eseguito il provvedimento «per impedire la continuazione di una occupazione di cui non si trova alcun presupposto legale».

I corsi illegittimi
I corsi di romeno erano iniziati lo scorso 12 ottobre, i 54 studenti iscritti, che hanno già versato la prima rata dei 2.200 euro previsti, hanno frequentato a ritmo serrato le lezioni. Ieri mattina, però, dopo il blitz delle Fiamme gialle le aule sono rimaste vuote. A marzo dell’anno scorso il commissario straordinario pro-tempore dell’Asp di Enna, Giuseppe Termine, aveva siglato un protocollo con la Fondazione Proserpina, poi trasformata in Fondo Proserpina srl, che prevedeva la consegna di 28 stanze adibite ad aule. Ma la Procura ha accertato che quel protocollo non esiste agli atti dell’Asp, che ora non trova neanche l’originale. Il nuovo direttore generale Giovanna Fidelio, al momento del suo insediamento, ha fatto sgomberare i locali al quarto piano ma non quelli del “piano 0”, che erano e sono rimasti occupati dalla “Fondazione Proserpina”. Soci della Srl, oltre a Crisafulli, risultano il presidente della società che gestisce l’acqua nel capoluogo AcquaEnna, Franz Bruno, fedelissimo di Crisafulli, Filippo Cancarè, ex presidente provinciale della Federconsumatori, e l’ex sindaco di Centuripe, Giuseppe Arena. La società con capitale sociale di 7,700 euro, 1.950 euro versati da ciascuno socio, ha nell'oggetto sociale «la promozione del diritto allo studio e la prestazione di servizi alle attività formative di qualsiasi ordine e grado». Crisafulli però continua a ripetere che tutto è in regola: «Andremo avanti, se il problema sono i locali ne reperiremo subito altri», dice l’ex parlamentare.


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