Studenti e ricercatori

Numero chiuso, il Tar riammette in sovrannumero 200 studenti esclusi ai test

di Benedetta Pacelli

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Atenei a rischio tilt per la riammissione ai corsi di laurea a numero chiuso degli esclusi dalle graduatorie. Per ora si tratta “solo” di 200 studenti che secondo una serie identica di decreti cautelari del Tar Lazio saranno direttamente riammessi in sovrannumero ai corsi (senza passare per le rispettive graduatorie nazionali) di medicina, odontoiatria, architettura, veterinaria e professioni sanitarie. Ma il numero degli aspiranti rischia di salire ogni giorno di più. Si parla, infatti, di oltre 1000 candidati che erano stati esclusi dalle relative graduatorie e che, se la fase di merito confermerà questa linea, saranno riammessi.
Con un effetto a cascata che si riverbererà sulle spalle degli atenei costretti a fare spazio ad altre centinaia di matricole e a organizzare corsi di insegnamento appositi per consentire agli ultimi arrivati di mettersi al passo con gli altri.

Dalla giornata di venerdì scorso, infatti, il Tar del Lazio condividendo le valutazioni del giudice monocratico, che lo scorso 7 ottobre (decreti nn. 4171-4172/15) aveva accolto il ricorso di due candidati ai testi di medicina esclusi dalla graduatoria, disponendone l'immediata riammissione, ha adottato una serie di pronunce che spalancano la porta a oltre 200 studenti. Dopo i primi provvedimenti, il contenzioso sulla mancata sottoscrizione delle schede anagrafiche rischiava di avere un effetto boomerang anche sulle graduatorie, considerando che i ricorrenti erano stati immessi semplicemente in graduatoria. Oggi invece avverranno in sovrannumero. In sostanza ad oggi i ricorrenti con un punteggio pari o superiore a quello dei loro colleghi ammessi possono aspirare alla ammissione in sovrannumero nella sede dove sarebbero entrati senza far uscire i loro colleghi di corso.
Si tratta di aspiranti alla professione medica, così come a molti altri corsi di laurea, che avevano omesso di apporre lafirma nella scheda anagrafica , distinta per garantire l’anonimato, da quella contenente il test. Una dimenticanza che secondo le disposizioni ministeriali ne aveva determinato l’esclusione dalla graduatoria. Ma non per i giudici del Tribunale capitolino che considerano anche questo un errore formale e non sostanziale. «La prima vittoria dell'anno accademico 2015/2016» ha dichiarato Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, «riguarda questi 200 studenti che erano stati scartati per un vizio di forma: la mancata firma di una scheda nonostante un test passato, avrebbe distrutto il loro diritto allo studio. Da quanto vizio formale sono interessate altre 800 persone, che differentemente dai provvedimenti giudiziari emanati sino ad oggi, saranno ammessi come studenti in sovrannumero non rischiando di far espellere altri studenti come si temeva».


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