Studenti e ricercatori

Laureati a 25 anni e soddisfatti degli studi: da Almalaurea l'identikit dei dottori in legge

di Al. Tr.

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Si laureano presto e sono molto soddisfatti del percorso di studi frequentato, ma l'ingresso nel mondo del lavoro è ritardato dalla formazione post-laurea e gli stipendi restano inferiori alla media. E' il ritratto dei giovani avvocati tracciato da Almalaurea, che ha indagato il profilo professionale dei laureati in giurisprudenza a partire dall'analisi delle caratteristiche formative fino all'appeal riscosso sul mercato del lavoro.

L'esperienza universitaria
L'analisi indaga le performance formative di 1.982 laureati magistrali del 2009 che, intervistati a cinque anni dalla laurea, dichiarano di svolgere la professione di avvocato. Giovani che, a seconda del momento in cui si sono immatricolati all'università, hanno conseguito o una laurea magistrale a ciclo unico (56%) o biennale (44%), naturalmente in giurisprudenza: solo in tempi più recenti, infatti, il corso di laurea è stato compreso tra i corsi a ciclo unico. Una professione intrapresa maggiormente dalle donne (rappresentano il 58%, contro il 42% dei maschi), diffusa tanto al Nord (39,5%, è il 48% per la media) quanto al Sud (36% contro il 21% delle media), e intrapresa da laureati con alle spalle contesti famigliari avvantaggiati, dal punto di vista culturale (43 su cento hanno almeno un genitore laureato; è il 32% per la media) ed economico (38 su cento ha alle spalle una famiglia di status economico elevato contro il 26%).
E all'università come si comportano? A 25,6 anni hanno già il titolo magistrale in mano (contro un'età media di 27,2 anni rilevata per il complesso dei laureati di secondo livello), terminato, nell'82,5%, al più entro un anno fuori corso (è l'83% per il complesso totale dei laureati); se la regolarità negli studi è in linea con quanto riscontrato per il complesso dei laureati, il voto medio di laurea è lievemente inferiore (105,5 contro 108). Nel loro curriculum formativo, esperienze internazionali e tirocini non sono prioritari come per il complesso dei laureati magistrali: rispettivamente 16,5% (contro 20%) e 13% (contro 53%). E si dichiarano molto soddisfatti del percorso universitario concluso, a tal punto che, potendo tornare ai tempi dell'iscrizione, nell'83% dei casi sceglierebbero lo stesso corso e lo stesso ateneo.

Il mercato del lavoro
Per comprendere le performance occupazionali degli avvocati è utile tenere presente che la quasi totalità, una volta conseguito il titolo di laurea magistrale, è impegnato in attività di formazione professionale post-laurea: in particolare si tratta di praticantati presso studi legali (97%), propedeutici all'avvio dell'attività libero professionale, ma anche di collaborazioni volontarie non retribuite con professionisti (21% contro il 16%), che molto spesso rappresentano il primo passaggio verso l'avvio della carriera autonoma. Strada intrapresa infatti dalla maggioranza degli avvocati (89% contro il 23%).
Non stupisce pertanto che per gli avvocati, i quali iniziano a lavorare in larga misura solo una volta che hanno portato a casa il titolo di laurea (79% contro il 64%), la prima occupazione arrivi più tardi della media: 11 mesi contro i 7,1 dei complesso dei laureati magistrali occupati. Anche il guadagno a cinque anni dal titolo resta nettamente inferiore alla media: 1.014 euro contro i 1.336 della media; e tutto ciò nonostante il lavoro part-time sia meno diffuso (7 contro 17%).
E' altrettanto vero che per gli avvocati la corrispondenza tra studi compiuti e occupazione svolta è molto elevata: l'82% usa molto le competenze acquisite all'università contro il 51% della media. Operano infatti, soprattutto nel ramo della consulenza all'interno di studi professionali (97% contro il 18%), in ambito privato (99% contro il 73%).


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