Studenti e ricercatori

Gli studenti insorgono: in migliaia senza borsa di studio, il Pd oggi presenta una modifica alla manovra

di Marzio Bartoloni

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A Palermo perderanno la borsa di studio in 3400, a Cagliari in 1116 mentre negli atenei del Lazio ci sono ben 4744 idonei in meno. Gli ultimi dati raccolti dagli studenti dalle graduatorie pubblicate dalle università confermano una situazione pesante sul terreno minato del diritto allo studio con tagli rispetto all’anno precedente che vanno da un minimo del 10% a un massimo del 30 per cento. È l’effetto Isee “taglia borse” che da quest’anno grazie a nuovi criteri di calcolo del reddito sta escludendo molto beneficiari dell’anno scorso. E se gli studenti continuano la protesta arrivano in Parlamento le prime proposte di modifica alla legge di stabilità, come quella sponda Pd che chiede più risorse e soprattutto introduce una soluzione ponte per gli esclusi di quest’anno che non hanno avuto modifiche di reddito.

Le proteste degli studenti
Ieri nelle università in decine di città italiane gli studenti hanno organizzato flash mob e azioni per ribadire l'importanza dell'istruzione come strumento di contrasto alle «crescenti disuguaglianze» del nostro Paese. Per Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell'Unione degli Universitari che ha raccolto i dati delle graduatorie di molti atenei, «l’emergenza legata al nuovo Isee è l’ultima dimostrazione di come il nostro Paese non presti attenzione alle condizioni sociali ed economiche degli studenti». «I dati emersi dalle ultime graduatorie confermano che la scure del nuovo Isee sta negando il diritto allo studio a migliaia di studenti, ma il Governo non sta ancora dando risposte concrete. Gli universitari italiani pagano tra le tasse più alte in Europa e il diritto allo studio coinvolge solo l'8% degli studenti, una quota irrisoria». «Nel nostro paese - dichiara Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete degli Studenti - la scuola pubblica ha ricoperto per anni il ruolo chiave di ascensore sociale. Questo purtroppo oggi non avviene più: la classe dirigente italiana ha scaricato il problema del sotto finanziamento pubblico sulle famiglie degli studenti. Mediamente, una famiglia spende 1525 euro per sostenere i costi di un figlio iscritto a una scuola superiore». Forte anche la denuncia di Alberto Campailla, portavoce di Link , che parla di riduzioni pesanti in molti atenei: «A Torino la platea degli aventi diritto alla borsa di studio si è ridotta del 21%, passando dai 8846 studenti idonei nelle stesse graduatorie provvisorie dell'anno scorso ai 6988 di quest'anno con l'esclusione di 1858 studenti». Dati pesanti anche a Roma e Milano. «La capitale - continua Campailla - registra 955 esclusi tra le matricole e 504 tra gli studenti degli anni successivi, per un totale di 1459 esclusi, di cui 318 a causa di un aumento dell’Ispe. A Milano la situazione non è migliore: i dati estratti dalla graduatoria provvisoria parlano di 4181 idonei alla borsa di studio Cidis a fronte di 6348 domande presentate».

Gli emendamenti alla stabilità
Molte le modifiche attese in Parlamento per la legge di stabilità. In particolare oggi il Pd dovrebbe depositare in Senato un emendamento a firma di Francesca Puglisi che interviene proprio sul delicato fronte del diritto allo studio che è stato dimenticato dalla manovra varata da Palazzo Chigi e che ora è all’esame della commissione Bilancio di Palazzo Madama. La modifica dovrebbe agire con interventi immediati e poi di medio-lungo periodo. Sul fronte dell’emergenza degli esclusi di quest’anno dalla borsa di studio l’emendamento del Pd dovrebbe prevedere una soluzione ponte che dovrebbe far rientrare tra gli idonei tutti quegli studenti che rispetto all’anno prima sono stati esclusi, ma per i quali i dati del reddito e del patrimonio non sono cambiati (l’esclusione insomma deriverebbe solo dai nuovi meccanismi di calcolo). In più l’emendamento dovrebbe puntare a rivedere le soglie Isee e a rimpinguare il Fondo per il diritto allo studio. L’obiettivo è quello di aggiungere almeno 50 milioni dal prossimo anno. Fin qui il fronte parlamentare. C’è poi il tavolo al ministero che riunisce anche studenti e Regioni proprio per studiare soluzioni per tamponare l’effetto taglia borse dell’Isee. La prossima riunione dovrebbe essere a fine mese in attesa che entro metà novembre tutti gli atenei comunichino al Miur i dati definitivi delle loro graduatorie.


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