Studenti e ricercatori

Erasmus+ aumenta la dote 2016

di Francesca Barbieri e Maria Adele Cerizza

Scatta l’invito a presentare progetti Erasmus+ 2016 con un budget più ricco a disposizione: quasi 1,9 miliardi di euro rispetto agli 1,7 del 2015, il grosso dei quali (1,6 miliardi) rivolti ai progetti sviluppati nel campo dell’istruzione e della formazione in tutta Europa.

Qualsiasi organismo, pubblico o privato, attivo nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, può candidarsi per richiedere i finanziamenti. Le scadenze dei bandi variano a seconda del tipo di azione. Per la mobilità individuale nel settore dell’istruzione e della formazione, per esempio, la scadenza è il 2 febbraio 2016; per i diplomi di master congiunti Erasmus Mundus il 18 febbraio; per gli eventi di ampia portata legati al servizio di volontariato europeo il 1° aprile.

In Italia sono 233 i titolari di progetti italiani Erasmus+ impegnati nel gestire la mobilità nell’ambito dell’istruzione superiore: atenei, istituti dell’alta formazione artistica e musicale, scuole superiori per mediatori linguistici, istituti tecnici superiori e organizzazioni a guida di consorzi hanno ricevuto circa 53 milioni nel 2015. Una volta che i fondi saranno assegnati alle “scuole” il passaggio successivo sarà l’apertura dei bandi diretti ai ragazzi (ma anche ai docenti).

Il bilancio degli studenti

Dall’inizio del programma, nel 1987, fino a oggi i giovani complessivamente coinvolti a livello europeo da Erasmus hanno superato i 3 milioni e mezzo. L’Italia ha contribuito a questo record per il 10 per cento. Questo dato posiziona il nostro Paese tra i quattro Stati principali per studenti in partenza verso diverse destinazioni europee (dopo Spagna, Germania e Francia). Se si guarda all’accoglienza, il nostro Paese è al quinto posto, poco dopo Spagna, Germania, Francia e Regno Unito, con circa 20mila studenti europei ospitati nelle nostre università.

Dai dati provvisori per l’anno accademico in corso emerge che sono oltre 24mila gli studenti e circa 3mila i docenti e il personale amministrativo “in mobilità” oltreconfine. «La partecipazione – evidenziano dall’agenzia nazionale Indire - è comunque destinata ad aumentare almeno del 20%, tenuto conto delle mobilità in più che possono essere autorizzate a parità di contributi europei ricevuti e delle mobilità coperte da altre tipologie di fondi».

Borse di studio e prestiti

Non si tratta solo di opportunità di formazione. Gli studenti, infatti, possono confrontarsi con realtà universitarie e lavorative di tipo internazionale, seguendo corsi e sostenendo esami in un’altra università o svolgendo un tirocinio in un’azienda all’estero: le due esperienze si possono sia alternare sia ripetere nel rispetto della durata complessiva di 12 mesi per ciascun ciclo di studi. E dall’anno accademico in corso è possibile anche scegliere una meta extra-europea.

Le borse di studio non hanno importi standard, ma vengono calibrate sul costo della vita dei Paesi ospitanti. Le borse per studenti variano da 230 a 280 euro, quelle per tirocinio da 430 a 480, mentre per quanto riguarda la mobilità nei Paesi nel resto del mondo la borsa è di 650 euro.

Il programma Erasmus+ prevede anche un sistema di garanzia dei prestiti rivolto agli studenti di laurea magistrale per seguire un programma di studio di uno o due anni all’estero. Gli studenti e i neolaureati per ricevere la sovvenzione devono candidarsi presso gli istituti di appartenenza, che autonomamente gestiscono i bandi di mobilità sia per studio che per tirocinio.

Per tutti, sito unico di riferimento per il programma è www.erasmusplus.it, mentre l’indirizzo di posta elettronica per gli istituti di istruzione superiore che intendono presentare candidature è erasmus@indire.it.


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