Studenti e ricercatori

Per i rettori primi segnali positivi dalla manovra, ma servono più fondi per le borse di studio

di Marzio Bartoloni

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Ne avevano chiesti 10mila in più anni, alla fine ne arriveranno in tutto 1.500. Un primo segnale positivo, ma poco rispetto alla “fame” di giovani leve per la ricerca che c’è negli atenei che arrivano da anni di turn over al lumicino e fondi tagliati. E cosi il piano da mille ricercatori a cui si aggiungono le 500 chiamate dirette di docenti italiani e stranieri previsto dalla manovra 2016 rappresenta per i rettori della Crui «un cambio di rotta», ma «limitato». Un “primo passo” da consolidare nei prossimi anni. Negativo invece il giudizio sull’assenza di investimenti nel diritto allo studio. Una grave lacuna della legge di stabilità che la Crui si augura sia colmata durante la discussione in Parlamento.

Il piano ricercatori
Nel suo parere diffuso ieri sulla manovra la Crui giudica l’investimento nei confronti dei giovani ricercatori come un positivo cambio di rotta, «sebbene si tratti di un primo passo che va consolidato negli anni». Il ddl affronta sì il nodo cruciale del ricambio generazionale nei nostri atenei,ma «il finanziamento complessivo è ancora molto al di sotto della soglia necessaria per ripristinare la competitività internazionale del sistema».

I 1.500 ingressi previsti sono pochi «a fronte di 10mila uscite negli ultimi 8 anni». «Per aprire realmente una nuova fase - ha dichiarato Gaetano Manfredi, Presidente della Crui - è necessario che l’impegno da parte del governo venga riconfermato e rafforzato negli anni a venire». Per i rettori è positivo anche lo sblocco degli scatti stipendiali, ma esiste però, una questione retributiva che «vede in primo piano - spiega la Crui - i docenti più giovani con i loro diversi percorsi e il rinnovo contrattuale del personale tecnico amministrativo, alla quale va data presto una risposta».

Il diritto allo studio
Su questo tema la Crui sostiene sia necessario sottoporre a una attenta verifica il sistema di calcolo degli indicatori Isee individuando fonti di finanziamento adeguate - da parte di Regioni e Governo Centrale - in modo da garantire la borsa di studio a tutti gli aventi diritto.
«La parità delle opportunità - ha aggiunto Manfredi - è l’elemento indispensabile per coltivare i talenti e migliorare il capitale umano in tutto il nostro Paese». Da qui l’auspicio della Crui che durante l’iter parlamentare si possa «rafforzare le iniziative per i giovani con un orizzonte pluriennale», affrontando «concretamente l’annosa questione del diritto allo studio e il ripristino del Fondo di Finanziamento Ordinario al livello del 2009».


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