Studenti e ricercatori

Il Miur apre a una «soluzione condivisa» sul nuovo Isee “taglia-borse”

di Marzio Bartoloni

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Si apre uno spiraglio per la questione del nuovo Isee “taglia-borse”. Venerdì scorso si è riunito per la prima volta il tavolo tra Miur, studenti (Cnsu), Regioni e Andisu (l’associazione che riunisce gli organismi per il diritto allo studio). Il Miur ha garantito la «massima disponibilità a trovare una soluzione condivisa» e avrebbe anche aperto alla possibilità di emanare un nuovo decreto finalizzato a innalzare - come chiedono gli studenti - le soglie di Isee e Ispe per l’assegnazione delle borse di studio. Un passo questo che dovrebbe poi a sua volta aprire le porte a nuovi bandi regionali per “recuperare” gli esclusi dalle borse. Con un interrogativo di fondo: chi metterà le risorse in più?

Il primo incontro al tavolo
Il Miur come detto ha espresso la massima disponibilità a trovare una soluzione condivisa.
L’incontro di venerdì scorso è servito a fare il punto sulle norme e sui primi dati riferiti alle borse di quest’anno, in possesso delle Regioni e degli enti regionali per il diritto allo studio. Sono state poi ascoltate le posizioni del Cnsu e dell’Andisu. In particolare gli studenti hanno illustrato una proposta operativa. E cioè : innalzare le soglie Isee (la minima a 18mila, la massima a 23mila) e raddoppiare i limiti dellindicatore Ispe in modo «da renderlo ininfluente - si legge nel documento del Cnsu - per l’accesso ai benefici del diritto allo studio universitario». Gli studenti chiedono infine che il Miur dia indicazione a Regioni ed enti per il diritto allo studio e agli atenei per «procedere immediatamente con nuovi bandi, dando la possibilità a tutti gli studenti» che rientrano nei nuovi parametri Isee e Ispe di poter accedere alla borsa. Su questa proposta il ministero ha deciso di prendere tempo perchè «sono necessari - spiega ancora la nota del Miur - ulteriori approfondimenti da parte del tavolo». L’impegno per il prossimo incontro che dovrebbe avvenire a fine ottobre è quello di analizzare i dati delle graduatorie che saranno chiesti dal Miur alle università. A seguito di questa analisi il tavolo formulerà un’ipotesi di soluzione in attesa della definizione dei nuovi Livelli essenziali di prestazione (Lep) richiesti dal Dlgs 68/2012. Il rappresentante delle Regioni -la vicepresidente della Toscana Monica Barni - si è inoltre impegnata a convocare gli assessori competenti per discutere sui nodi emersi dal tavolo, sottoponendoli all’attenzione delle Regioni che si dovrebbero riunire il prossimo giovedì.

Il nodo risorse
Per Alberto Campailla, portavoce di Link «il Miur ha specificato di non avere attualmente i fondi da investire per la copertura dei nuovi bandi che potrebbero scaturire dall’innalzamento delle soglie e ha quindi rimandato alle regioni questa responsabilità». Per Campailla anche se si aprono «spiragli sull'emanazione del nuovo decreto» che permetterebbe agli studenti esclusi «di vedere riconosciuti i propri diritti» resta il nodo delle risorse su cui «Miur e Regioni si palleggiano la patata bollente» con il rischio solo di infoltire «le schiere degli idonei non beneficiari»: «C’è bisogno che tutte le parti coinvolte si impegnino affinché - avverte Link - vi sia la possibilità per tutti di accedere all'istruzione superiore» «Finalmente abbiamo ottenuto - aggiunge Jacopo Dionisio di Udu - almeno un percorso delineato e la presa d'atto da parte delle istituzioni della necessità di un intervento urgente». Ma per l’Udu oltre a nuovi bandi per gli esclusi di quest’anno c’è un’altra priorità: «quella di avere ulteriori finanziamenti dallo Stato, mentre in Finanziaria sembra che neanche un euro sia stato investito sul diritto allo studio, è ridicolo». «Daremo battaglia al Governo - conclude Dionisio - per trovare risorse aggiuntive per il diritto allo studio, in modo da garantire la borsa a un numero di studenti almeno pari agli idonei dello scorso anno».


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