Studenti e ricercatori

Le borse per gli specializzandi raggiungono quota 6mila

di Mar.B.

È una buona notizia per gli aspiranti medici. Ed è la misura di cui il ministro Giannini si si è detta «particolarmente orgogliosa». E cioè quella di aver portato a casa la stabilizzazione «alla cifra di 6.000 all’anno le borse di specializzazione in Medicina che, all'insediamento del Governo, erano poco più di 3.000». La norma prevista in stabilità di fatto stabilizza quanto fatto già dal ministro quest’anno con l’ultimo concorso quando il Miur ha aumentato di 1600 unità le borse per gli specializzandi, ferme in un primo momento a 4400. Uno sforzo che ha un costo di un certo rilievo: la bozza della manovra prevede infatti uno stanziamento di 57 milioni per il 2016, 86 milioni per il 2017, 126 milioni per il 2019, 70 milioni per il 2019 e 90 milioni per il 2020. Cifre queste che negli anni calano perché dovrebbero arrivare i primi risparmi dalla riforma dei corsi di specializzazione che sono stati ridotti di un anno rispetto al passato (con una durata in media di 3-4 anni).

«Se la misura sarà confermata si tratta di una bella boccata d’ossigeno e si continua il trend positivo iniziato quest’anno», spiega Andra Lenzi presidente del Consiglio universitario nazionale e presidente della Conferenza dei Presidi dei corsi di laurea in Medicina. «Con le 6mila borse che ci saranno a regime - spiega il presidente Cun - a cui si aggiungono quelle delle Regioni, in media 500 l’anno, e i 1500 posti sul territorio si arriva a un bacino di 8mila aspiranti medici che quasi corrisponde al numero delle immatricolazioni a Medicina che deve continuare ad aggirarsi sui 9mila posti disponibili all’anno». «In questo modo - conclude Lenzi - ci sarà un equilibrio tra chi si laurea e i possibili sbocchi professionali».


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