Studenti e ricercatori

L’Ue mette sul piatto 605 milioni per i progetti dei ricercatori più esperti

di Roberto Nicchi

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La ricerca scientifica è uno dei pilastri principali su cui basare le fondamenta del futuro comune. E l’Unione europea ha ormai rodato un sistema efficace a sostegno dei ricercatori: si tratta dei bandi di ricerca promossi dal Consiglio europeo per la ricerca per sostenere progetti innovativi proposti da ricercatori di diverso grado e nazionalità. La fine di luglio ha visto aprirsi la call da 485 milioni per gli «Starting Grants» dedicati alle giovani promesse della ricerca (scadenza al 17 novembre). Adesso, invece, è il momento di chi, nel mondo scientifico, è già attivo da qualche tempo. Da oggi, infatti, si apre la call per la partecipazione ai «Consolidator Grants» che, con un totale di 605 milioni, andranno a sovvenzionare circa 335 progetti di ricerca.

Termini e condizioni di partecipazione
La partecipazione ai «Consolidator Grants», il cui termine ultimo è fissato al 2 febbraio 2016, dato anche il contesto internazionale da cui nasce l’iniziativa, è rivolto ai ricercatori di qualsiasi provenienza che vogliano provare ad affermare la propria posizione attraverso la costituzione di un proprio team di ricerca o la realizzazione di un proprio progetto. Il limite effettivamente imposto è quello legato alla reale esperienza curriculare dei candidati i quali dovranno dimostrare di aver maturato, entro la scadenza del primo gennaio 2016, dai 7 ai 12 anni di attività dalla data del conseguimento del dottorato di ricerca. Importante, per la definizione del profilo di “Principal Investigator” (ovvero il ricercatore a cui farà capo il progetto), è il concetto di indipendenza. Infatti i candidati dovranno portare prova di autonomia dal supervisore del proprio dottorato di ricerca attraverso diversi mezzi a loro disposizione. A esempio potranno aver valenza di prova pubblicazioni di rilievo (almeno più di una) realizzate senza la partecipazione del proprio supervisore, oppure più di dieci articoli di significativo valore pubblicati, come autore principale, su importanti riviste scientifiche di carattere internazionale. Inoltre, a dimostrazione di maturità scientifica, i partecipanti al bando potranno indicare risultati particolarmente positivi raggiunti nel proprio settore, inviti a convegni internazionali, brevetti concessi e premi a loro assegnati.

Sovvenzioni fino a 2,750 milioni in 5 anni
Per lo sviluppo dei propri progetti, che rientreranno negli ambiti di ricerca delle Scienze della Fisica ed Ingegneria, Scienze della Vita e Scienze Sociali, i ricercatori potranno essere “ospitati” in istituti od organizzazioni, di natura pubblica o privata, con sede nei paesi aderenti all’Ue o a essi associati. Ad ogni singolo progetto risultante meritevole di attenzione potrà essere assegnato un budget massimo di due milioni di euro distribuiti, soprattutto in caso di progetti di breve durata, sotto forma rateale per un periodo limite di 5 anni. Nonostante tale imposizione, nel caso della realizzazione di vere e proprie “start-up scientifiche” da parte di ricercatori provenienti da paesi terzi all’Unione europea, o del bisogno di acquisire strumentazione tecnica-scientifica di maggior precisione ed affidabilità utile al buon esito del progetto di ricerca, potrà essere valutata la concessione di un ulteriore bonus pari a 750mila euro. A rendere appetibili i singoli progetti agli occhi della commissione esaminatrice internazionale sarà esclusivamente l’eccellenza scientifica delle proposte presentate. Contribuirà, comunque, ad attirare maggiore attenzione il loro livello di ambizione, novità e fattibilità di realizzazione.


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