Studenti e ricercatori

Dal Pd una risoluzione contro la tagliola dell’Isee, alle proteste si aggiungono anche i rettori

di Marzio Bartoloni

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Non solo gli studenti. Ora sulla tormentata vicenda del nuovo Isee - che secondo leprime graduatorie pubblicate nei giorni scorsi porta a un taglio delle borse di studio dal 10 al 30% - si fa sentire sempre più forte anche la voce della politica oltre che dei rettori stessi. Dal Parlamento, sponda Pd, arriva la proposta di una risoluzione «per mantenere la borsa a chi già ce l’ha e ampliare anche la platea dei beneficiari», spiega la deputata Manuela Ghizzoni. Da Brescia arriva invece l’iniziativa del rettore che ha inviato una lettera condivisa con gli studenti al ministro Giannini sul nuovo Isee dal cui restyling dipende secondo il Magnifico «più di un malessere interno agli atenei». Mentre da Firenze il rettore, che ieri ha ascoltato una rappresentanza di studenti esclusi dalle graduatorie, ha promesso che «rappresentarà il loro disagio a livello nazionale» oltre a chiedere un intervento regionale.

Una risoluzione sulle borse di studio
«Sulla riduzione delle borse di studio per gli studenti universitari proporrò una risoluzione che impegni il Governo a mantenere la borsa a chi l’ha già e ha rispettato le condizioni di merito, sia per ampliare la platea dei beneficiari», questo l’annuncio di Manuela Ghizzoni membro della commissione Cultura della Camera. Che aggiunge: «Il diritto allo studio italiano è già estremamente ridotto rispetto agli altri Paesi europei. Nell'anno 2015/16 potrebbe, però, addirittura capitare che studenti meritevoli perdano o non ottengano la borsa di studio senza che siano variate le condizioni economiche e patrimoniali della famiglia». «Occorre infatti chiarire - aggiunge Ghizzoni - che l’Isee è stato aggiornato dal primo gennaio 2015 e adesso fotografa più esattamente la condizione economica delle famiglie». «È giusto che, oltre al reddito, si consideri il loro patrimonio, ed è molto positivo che il nuovo Isee individui con maggiore precisione le famiglie che hanno diritto al sostegno statale per mandare i figli all'università. Ma - aggiunge la deputata Pd - poiché per il patrimonio si considera ora un valore decisamente aumentato come quello determinato ai fini dell’Imu, è facile che anche un patrimonio familiare molto limitato e rimasto invariato faccia crescere il valore dell’Isee». Per evitare questo effetto che potrebbe portare a una «riduzione surrettizia dei beneficiari» secondo la Ghizzoni occorre aggiornare «anche le soglie stabilite per l’accesso alle provvidenze». Un fronte sul quale è stato convocato un tavolo tecnico che da domani al Miur insieme a Regioni e studenti affronterà questi nodi: «Ciò servirà a fare chiarezza su questi temi raccogliendo dati precisi e affidabili con la collaborazione delle Regioni e a evitare l'imbarazzante paradosso per cui siamo il Paese che ha meno laureati in Europa e al contempo allontana dalle università gli studenti meritevoli ma meno abbienti», conclude Ghizzoni.

La denuncia del rettore di Brescia
«Con l’introduzione del nuovo Isee - scrive il rettore di Brescia Sergio Pecorelli - si sono create notevoli difficoltà sia nelle relazioni con gli studenti stranieri sia nell’individuazione degli aventi diritto. Nel primo caso l’Andisu (Associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio universitario) ha dovuto individuare una soluzione di emergenza che permettesse di calcolare un indicatore parificato all’Isee. Nel secondo caso, l'effetto pratico che si sta verificando, relativamente agli studenti con Isee regolarmente acquisito dall’Inps, è che da un lato si avrà un numero minore di idonei alle borse di studio e dall'altro lato, per coloro che sono già titolari di borse di studio, si verificano passaggi verso fasce superiori di reddito con una diminuzione dell'importo delle borse di studio fino ad ora percepite». Questo è quanto si legge nella lettera condivisa dal rettore con il Comitato Partecipativo degli Studenti dell’ateneo di Brescia. «La situazione – denuncia il rettore, intenzionato a portare il tema all’attenzione del Senato accademico – va modificata quanto prima, pena un impoverimento complessivo dell’intero sistema universitario che potrà sostanzialmente reagire attraverso il Fondo di finanziamento ordinario, accusando quindi nei fatti un calo di finanziamento complessivo». Nonostante «il disagio che l'impianto normativo ha recato al sistema universitario» e per il quale Pecorelli invoca un intervento riformativo in tempi brevi, l’università di Brescia continuerà a garantire l’assegnazione delle borse di studio a tutti gli idonei, aggiungendo risorse proprie a quelle distribuite dalla Regione. Anche da Firenze arriva la solidarietà agli studenti del rettore Alberto Tesi che
col consenso del Senato accademico, si è impegnato a manifestare in sede nazionale il disagio creatosi per la prima applicazione dei nuovi parametri Isee garantendo la presenza dell’ateneo al tavolo tecnico regionale, che nei prossimi giorni si aprirà resso il Dsu toscano.

Le richieste degli studenti
Nei giorni scorsi gli studenti dell’Udu sono tornati a chiedere un intervento del ministero in vista anche dell’apertura del tavolo tecnico proprio presso il Miur che partirà domani: «Chiediamo - avverte Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell'Unione degli universitari - finanziamenti in grado di coprire il fabbisogno delle borse ed eliminare la peculiarità italiana degli idonei non beneficiari, oltre a rivendicare un diritto allo studio più inclusivo, che interessi una fascia di popolazione ben più ampia rispetto a quella attuale, perlomeno aumentando i finanziamenti e i livelli di copertura alla pari di Paesi europei quali Francia e Germania». «Già dal tavolo del 16 ottobre, sulla crisi del nuovo Isee, ci aspettiamo - conclude l’Udu - che il governo chiuda con gli slogan e sia realmente disponibile ad affrontare una discussione su proposte serie e concrete».


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