Studenti e ricercatori

Start up, «sconti» sugli investimenti fino a 150mila euro

di Francesco Nariello

Favorire l’avvio di nuove microimprese da parte di giovani under 35, donne, disoccupati, precari con partita Iva e persone che stanno per perdere l’occupazione. Ma anche offrire la possibilità ai dipendenti di aziende in crisi di rilevare l’attività dagli ex datori di lavoro e facilitare il ricambio generazionale attraverso il subentro nell’azienda di famiglia. Sono alcune delle opportunità offerte da Nidi - Nuove iniziative d’impresa, il bando della Regione Puglia che punta a sostenere la nascita di attività imprenditoriali sul territorio regionale.

La misura - giunta alla seconda edizione (dopo il successo della prima, nel 2014, con erogazioni per quasi 35 milioni) - offre, nel dettaglio, finanziamenti per l’avvio di nuove imprese, per metà con contributo a fondo perduto e per metà con prestito rimborsabile (a tasso agevolato), per programmi di investimento compresi tra 10mila e 150mila euro. Il budget a disposizione è di 54 milioni di euro ed il bando (pubblicato il 24 settembre) è “a sportello”: non c'è, dunque, scadenza e si può accedere agli aiuti fino ad esaurimento risorse. È possibile inviare le domande dal portale Sistema Puglia e ottenere informazioni presso 60 sportelli sparsi sul territorio regionale.L’agevolazione - destinata, come detto, a persone in condizione di svantaggio nell’accesso al mondo del lavoro - copre dall’80% al 100% dell’investimento, in base all'ammontare dello stesso (copertura totale fino a 50mila euro).

Chi richiede gli incentivi deve prevedere l’avvio di una nuova impresa con meno di dieci addetti (o di un’azienda nata da meno di sei mesi ma inattiva, oltre ai casi di passaggio generazionale) di cui abbia una partecipazione, sia in termini di capitale che di numero soci, di almeno la metà. Le risorse - una volta accolta la domanda, verranno erogate in tre tranche (in circa 6 mesi), di pari passo con la realizzazione degli investimenti. L’edizione 2015 del bando Nidi allarga la misura, per la prima volta, anche ai dipendenti di imprese in crisi, che potranno rilevare l’attività dagli ex datori di lavoro, attraverso una nuova società o una cooperativa. È stato raddoppiato (a 10mila euro), inoltre, il contributo a fondo perduto previsto per le “spese di gestione”, includendo nuove voci, come l’accesso a banche dati e la registrazione di domini internet.


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