Studenti e ricercatori

Futuro senza stress per l’ingegnere meccanico: guadagni più alti e lavoro immediato

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Guadagnano più della media, hanno un lavoro stabile nella stragrande maggioranza dei casi e si dichiarano soddisfatti degli studi effettuati.Questo l’identikit dei laureati in ingegneria meccanica secondo gli ultimi dati Almalaurea su profilo e condizione occupazionale dei “dottori” italiani permettono di tracciare il profilo professionale di questo laureato a partire dall'analisi delle caratteristiche formative fino all’appeal riscosso sul mercato del lavoro.

Le performance all’università
L’analisi indaga le performance formative di 420 laureati di secondo livello del 2009 che, intervistati a cinque anni dalla laurea, dichiarano di svolgere la professione di ingegnere meccanico. Giovani che hanno conseguito una laurea magistrale biennale (99,5%), nella quasi totalità dei casi iscrivendosi a un percorso di studi afferente al gruppo disciplinare di ingegneria. Una professione tipicamente maschile (gli uomini rappresentano il 90% contro il 40% della media), diffusa in particolare al Nord (62% contro il 48%) e intrapresa da laureati con alle spalle contesti famigliari avvantaggiati, soprattutto dal punto di vista culturale (36 su cento hanno almeno un genitore laureato; è il 32% per la media).
E all’università come si comportano? Prediligono la rapidità, tant’è che a 26 anni hanno già il titolo magistrale in mano (contro un’età media di 27,2 anni rilevata per il complesso dei laureati di secondo livello), terminato, nell’87% dei casi, al più entro un anno fuori corso (è l'83% per il complesso); il voto medio di laurea è lievemente inferiore alla media (107 contro 108). Nel loro curriculum formativo non mancano, come per gli altri laureati, esperienze internazionali (19%) e tirocini in azienda (53%), compiuti durante gli studi.
E se gli chiedi cosa pensano del percorso universitario concluso, si dichiarano molto soddisfatti, a tal punto che potendo tornare ai tempi dell'iscrizione, nell’89% dei casi sceglierebbero lo stesso corso e lo stesso ateneo.

Gli sbocchi sul mercato del lavoro
Le performance occupazionali degli ingegneri meccanici sono nettamente migliori rispetto al complesso dei laureati magistrali occupati. A tal punto che, benché nella maggioranza dei casi inizino a lavorare solo una volta che hanno portato a casa il titolo di laurea (81% contro il 64%), la prima occupazione arriva molto più velocemente della media: 4,2 mesi contro i 7,1 dei colleghi. E quando la trovano non solo è attinente con quello che hanno studiato (il 60% usa molto le competenze acquisite all'università contro il 51% della media) ma è anche stabile, e ben più della media (91% contro 70%): l’82% può infatti contare su un contratto a tempo indeterminato (è il 46% per i laureati magistrali). Anche il guadagno è elevato: a cinque anni dal titolo percepisco 1.765 euro netti mensili, contro i 1.336 euro del complesso. Ma in quale settore si inseriscono? Gli ingegneri meccanici sono assorbiti soprattutto dal settore privato (95% contro 73%), in aziende che operano nel settore della metalmeccanica e meccanica di precisione (54%) o della chimica ed energia (16%); solo un 10% opta per società di consulenza.


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