Studenti e ricercatori

La denuncia: in un ateneo del Centro-Nord assunti i fuoriusciti delle Province al posto dei ricercatori

di Mar.B.

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Dell’università non si può citare il nome «perché devo proteggere chi mi ha fatto la segnalazione» (si colloca comunque «al Centro Nord»). Ma se fosse confermato quanto denuncia in una interrogazione scritta al ministro dell’Istruzione la senatrice pentastellata Michela Montevecchi - insieme ad altri 13 colleghi - ci sarebbe da saltare sulla sedia. E cioè l’utilizzo dei punti organico - preziosissimi per assumere docenti e ricercatori - per assorbire gli “esuberi” in mobilità delle Province. «Ho chiesto alla Giannini di verificare che quanto mi è stato segnalato in modo circostanziato sia vero e che non stia accadendo in altri atenei». «Sarebbe grave - aggiunge Montevecchi - che si rialocassero così persone che magari non hanno le competenze a danno di giovani ricercatori».

Nell’interrogazione depositata lo scorso 29 settembre la senatrice dei Cinque Stelle dopo aver ricordato il procedimento complesso che assegna i punti organico per l’assunzione di docenti e ricercatori - «un calderone» che poi produce una ridistribuzione fra gli atenei «con forti sperequazioni» - segnala «il “serpeggiare” di ulteriori opacità» sull’utilizzo dei punti organico a disposizione per le assunzioni dei ricercatori . Preziosi punti per le assunzioni spesso di precari (per i ricercatori 0,50 punti; per gli associati 0,70; per gli ordinari 1 punto) che invece «verrebbero utilizzati per assumere i cosiddetti “fuoriusciti” dalle province», quei dipendenti la cui sorte è stata modificata dalla legge Delrio il provvedimento che ha, di fatto, modificato per sempre la fisionomia degli enti provinciali, in attesa della loro definitiva eliminazione dall’ordinamento. Insomma invece di assumere giovani cervelli si utilizzerebbero le quote assunzionali già molto ristrette « per riallocare dipendenti pubblici impiegati presso le province». Da qui la richiesta degli interroganti al ministro Giannini «di verificare le criticità descritte e, nel caso, accertare la regolarità della procedura adottata».


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