Studenti e ricercatori

Nel ranking del Times 34 atenei italiani, tre si piazzano tra i primi 200 al mondo

di Alessia Tripodi

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Sono 34 gli atenei italiani che entrano nel nuovo ranking internazionale del Times Higher Education. E sale da uno a tre il numero di quelli che si piazzano tra i primi 200 al mondo: alla Normale di Pisa, lo scorso anno tra le top 100 e oggi al 112esimo posto, si aggiungono la Scuola superiore Sant’Anna (180) e l’università di Trento (198). Buoni risultati che, dice il Times, premiano l’impegno italiano sul fronte delle riforme dell’autonomia e del sistema di finanziamento degli atenei.

Ranking a confronto
La dodicesima edizione della classifica britannica delle migliori 800 università arriva a poche settimane dalla pubblicazione di un altro popolare ranking internazionale, quello del Qs, che tra le prime 200 al mondo annovera quest’anno solamente il Politecnico di Milano, lasciando indietro molti altri atenei del nostro Paese. Un risultato che - come spesso accade per le “pagelle” internazionali delle università - ha scatenato le polemiche del mondo accademico, soprattutto per il cambio “in corsa” di alcuni indicatori per la valutazione delle performance.

I risultati italiani
«Sono buone notizie per l’Italia, che ha modificato il modello di finanziamento, assegnando le risorse agli atenei in base al numero di studenti, ai risultati della didattica e della ricerca», dice l’editor del Times Phil Baty. Sul fronte degli investimenti, invece «secondo gli ultimi dati della Banca Mondiale – continua Baty – nel 2012 la spesa per ricerca e sviluppo in Italia era ferma all'1,72% del Pil, numeri che dovranno aumentare se il paese vuole stare al passo con gli ottimi risultati dei “vicini di casa” Germania, Francia e Svizzera».
Dopo le tre italiane inserite nella top 200, nelle posizioni dalla 201 alla 250 troviamo l'università di Bologna, il Politecnico di Milano e La Sapienza di Roma, mentre nel gruppo 301-350 figurano l'università di Milano e la Bicocca, la Federico II di Napoli, Padova, Pavia, Trieste e Torino. In coda l'ateneo di Catania, nel gruppo 501-600.

Il quadro internazionale
In vetta alla classifica – che ha valutato gli atenei di 70 paesi sulla base di indicatori del livello di ricerca, didattica, trasferimento delle competenze e reputazione internazionale – si conferma il Californian Institute of Technology, seguito da Oxford, Stanford, Cambridge e dal Mit, il Massachusetts Institute of Technology. La svizzera Eth Zurich – unica università dell’Europa continentale a entrare nella top 10 - minaccia la tradizionale egemonia anglo-americana, mentre i Paesi Bassi, con 12 atenei nella top 200, sono quarti al mondo dopo Usa, Regno Unito e Germania. Sul fronte asiatico, infine, Giappone e Corea perdono posizioni mentre la Cina resta stabile.


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