Studenti e ricercatori

I laureati over 50 scelgono Scienze politiche e Lettere

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L’ultimo rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati italiani consente di tracciare l’identikit dei laureati “maturi”, ovvero coloro che hanno conseguito il titolo oltre i cinquant’anni di età. Una popolazione di 2.500 laureati che nella maggioranza dei casi è già impegnata in attività professionali (il 68% studia e lavora, contro il 7% dei colleghi più giovani), che spesso ha già un titolo universitario alle spalle (49%) e che sceglie quindi di iscriversi all’università per conseguire una seconda laurea, in linea con il lavoro attuale (il 50% fa un lavoro coerente con gli studi), spinta soprattutto da interessi culturali (55%, solo il 3% per migliorare le proprie competenze professionali). Non stupisce pertanto che tra gli indirizzi di studio prescelti dai laureati over cinquanta i più gettonati siano proprio scienze politiche (23,5%) e lettere (17%).

Identikit dei laureati maturi
I dati Almalurea mostrano come gli uomini siano relativamente più rappresentati (44%, è il 40% tra i laureati con meno di cinquant’anni), sebbene le donne rappresentino comunque la maggioranza. Rispetto ai loro colleghi, provengono generalmente da contesti sociali ed economici meno favoriti: solo l’11% ha almeno un genitore in possesso della laurea (è il 28% per i laureati junior) e il 12% ha alle spalle una famiglia economicamente avvantaggiata (contro il 22%). Nel corso degli studi superiori hanno inoltre frequentato soprattutto istituti tecnici (45%), a fronte dei laureati più giovani che nella maggioranza dei casi provengono da licei (64%).

Le performance di studio e le prospettive future
Tra i laureati “maturi”, come si è detto, la percentuale di chi studia lavorando è molto elevata. Non stupisce pertanto che solo il 41% frequenti regolarmente il corso di studi (è il 68% per i laureati con meno di cinquant’anni). Anche i tempi di conseguimento del titolo sono più lunghi: la durata media degli studi per i laureati maturi è infatti pari a 8,1 anni rispetto ai 4,5 dei più giovani. Resta vero che, sebbene solo il 36% consegua il titolo in corso (contro il 45%), in aula hanno buone performance di studio: il voto medio degli esami si aggira intorno al 26, come per i loro colleghi, mentre quello di laurea è pari a 101,9, contro il 102,2 dei junior. Sono inoltre decisamente soddisfatti della loro esperienza universitaria, 64% a fronte del 33%, a tal punto che potendo tornare indietro l’84% farebbe lo stesso corso nello stesso ateneo (contro il 67%). L’età e l’esperienza maturata avrà di certo giocato un ruolo fondamentale, consentendo di compiere una scelta più consapevole. In particolare valutano molto positivamente le strutture universitarie (aule, laboratori e biblioteche) e, nonostante la doppia veste di studente-lavoratore, considerano il carico di studi nettamente più sostenibile dei laureati junior (il 53% lo ritiene decisamente sostenibile, rispetto al 28% dei più giovani). Durante gli studi, com’era naturale attendersi, i laureati con più di cinquant’anni svolgono meno tirocini (44% contro il 57%) e fanno meno esperienze all'estero (il 3% a fronte del 12%). Interessante notare come tra i laureati over 50, sebbene la metà abbia già altri titoli di studio alle spalle, sia elevata la percentuale di chi intende proseguire la formazione: ben 46 su 100 vogliono continuare gli studi. A influire è presumibilmente il fatto che i laureati con più di cinquant'anni sono spinti non solo da una reale necessità di formazione per il proprio lavoro, ma anche e soprattutto da interessi personali. Cercano infatti più dei junior lavori coerenti non solo con gli studi ma anche maggiormente corrispondenti ai propri interessi personali.


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