Studenti e ricercatori

Alla Ca’ Foscari parte il primo master per creare umanisti informatici

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Il primo master per creare umanisti informatici, data scientist al servizio dell’arte e della cultura non poteva che nascere in Italia. E soprattutto a Venezia dove dalla collaborazione fra la Ca’ Foscari e Samsung Italia nasce questo primo corso di specializzazione per formare Data Scientist in ambito culturale e artistico.

Il master
Il primo master in Italia in Digital Humanities presentato ufficialmente ieri a Venezia nasce dall’esigenza di rispondere alla domanda sempre più forte di competenze informatiche
per predisporre nuove tecniche di presentazione e comunicazione dei beni culturali e strumenti per archivistica e studio documentale. Domanda che arriva dalle industrie culturali e creative che occupano il 3,8% della forza lavoro europea e generano circa il 4,4% del Pil in Europa. Gli sbocchi per gli specializzati di questo master che parte quest’anno con la prima edizione sono molti e vanno dalla conservazione e valorizzazione dei beni culturali all’archivistica e biblioteconomia, dalla tecniche museali alla ricerca scientifica, dalla didattica universitaria e scolastica all’organizzazione e comunicazione aziendale. Il master consentirà agli iscritti di fare esperienze all’interno di realtà museali e culturali avviando preziose sinergie per la valorizzazione dei beni culturali e l'innovazione delle tecniche di documentazione e fruizione. Organizzato e diretto dal Dipartimento di studi umanistici di Ca’ Foscari sotto la direzione del docente Paolo Eleuteri, il master è sostenuto da Samsung Italia con 15 borse di studio a copertura totale della quota di iscrizione e la fornitura all’interno dell’aula in cui si svolgeranno le lezioni della sua tecnologia più avanzata: smartphone, tablet, monitor, Gear VR e un tavolo multi-touch saranno infatti a disposizione degli studenti per integrare il digitale nel percorso di studio e mettere in pratica sin da subito quanto appreso.

Competenze tra tecnologie e cultura
Il master prevede 240 ore di lezioni e come detto un periodo di stage o tirocinio presso un ente pubblico o privato convenzionato, nella fase finale del master e la stesura di una tesi, progetto o articolo per il conseguimento del titolo finale.Per Michele Bugliesi, rettore dell’università Ca’ Foscari «il settore della produzione e gestione dei beni culturali richiede oggi competenze professionali che vanno oltre l’ambito strettamente umanistico per poter progettare nuovi sistemi di fruizione, documentazione e promozione. Il mercato del lavoro cerca nuove figure e il nostro compito è quello di saper intercettare i bisogni e fornire possibili risposte. Ringrazio Samsung Italia per il sostegno e l'interesse dimostrato per questo progetto». Sulla stesa linea Mario Levratto, Head of marketing & external relations Samsung Italia: «Grazie al digitale e alla connettività, stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione che coinvolge non solo la nostra vita quotidiana ma anche il business, in tutti i settori. Anche nel settore dei Beni Culturali questa trasformazione è in atto: la sinergia tra tecnologia, arte e cultura consente da un lato ai professionisti di accedere a strumenti di lavoro avanzati e, dall’altro, di far vivere alle persone esperienze sempre più ricche e coinvolgenti nel momento in cui visitano in museo o una mostra». «È quindi indispensabile - aggiunge Levratto - che i giovani acquisiscano competenze avanzate in linea con questa evoluzione, per poter essere competitivi e qualificati nel mercato globale».


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