Studenti e ricercatori

Affitti alle stelle per i 600mila universitari fuori sede

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In Italia ci sono circa 600mila studenti universitari in Italia fuori sede. E la prima emergenza che devono fronteggiare è quella dell’affitto: una voce che assorbe fino all’80% del budget a disposizione. E che deve fare i conti con una quota ancora molto diffusa di locazioni in “nero” La stima è contenutain uno studio dell’Ufficio Politiche abitative della Cgil nazionale che, in collaborazione con il Sunia e l'Unione degli universitari, ha elaborato un vademecum per l’emersione dall’illegalità e dell’irregolarità. Sfruttando ad esempio la disciplina dei contratti per studenti universitari previsti dalla legge 431/98.

Il costo degli affitti
Per gli studenti fuori sede il costo principale è quello legato all'affitto di un posto letto, di una stanza singola o di un monolocale, spesa che incide fino all'80% del proprio budget e che per il 30% degli intervistati comporta una difficoltà per le famiglie. A fronte di questa situazione, il sistema di diritto allo studio universitario appare inadeguato: offre infatti un posto letto in strutture organizzate solo al 2% degli studenti, contro il 10% di Francia e Germania e il 20% di Danimarca e Svezia.

Le altre spese
Secondo quanto calcolato da Cgil, Sunia e Udu la voce di spesa più “pesante” dopo l’affitto comprende tasse e contributi universitari (quantificati in base al proprio indicatore Isee), a cui bisogna aggiungere la tassa regionale per il diritto allo studio. Oltre ai costi delle rette universitarie, lievitati del 5% solo nell'ultimo anno, gli studenti devono affrontare poi le spese legate all'acquisto di libri e materiali didattici, cui si aggiungono quelle per le utenze, i pasti ed i trasporti. Molto comunque dipende dalla città dove si sceglie di studiare (le più care sono Milano e Roma) e dalla facoltà (le più costose sono Medicina, Ingegneria e Architettura). Effettuando una semplificazione, nello studio si calcola che mediamente le spese essenziali per uno studente fuori sede incidono per il 23,8% sui bilanci delle famiglie, variando da un minimo del 21,44% al nord-ovest al 31% delle isole.

Il vademecum
Cgil, Sunia e Udu hanno elaborato un vademecum con le indicazioni su come comportarsi e i riferimenti normativi. Ad accompagnarlo un invito agli studenti universitari: «Chi ha un contratto già in corso deve leggerlo attentamente e verificare che il canone e le clausole corrispondano alla normativa nazionale; chi sta cercando casa, deve chiedere sempre in modo esplicito al proprietario il rispetto della legge 431. In ogni caso è possibile rivolgersi ad agenzie create e controllate dagli enti locali e dalle associazioni di categoria e c'è il numero verde della Guardia di Finanza, il 117».


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