Studenti e ricercatori

Il ministro Giannini firma un’intesa con l’Iran su ricerca e formazione tecnica

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Un’alleanza nella ricerca e un’intesa per cooperare su formazione tecnica, didattica innovative e scuola dell’infanzia. «L’impressione che abbiamo è quella di una grande apertura, da parte iraniana, ad intensificare i rapporti scientifici con l’Italia», Il ministro dell'Istruzione, università e ricerca, Stefania Giannini, parla così degli incontri avuti durante la visita a Teheran che si conclude stasera, e in particolare di quello con il ministro della Scienza, Mohammad Farhadi, con cui ha siglato un memorandum di intesa. Una seconda intesa, per la cooperazione nella formazione tecnica, nella didattica innovativa e la scuola dell'infanzia, è stata siglata con il ministro dell'istruzione Ali Asghar Fani.

La mobilità dei cervelli
Con circa 4000 iraniani che studiano in Italia, l'interesse va verso una maggiore mobilità di studenti post-graduate e ricercatori e su temi legati in particolare, rileva il ministro, alle nanotecnologie, alla fisica e al trasferimento del sapere scientifico-tecnologico al mondo produttivo. L’Iran da parte sua vanta un alto numero di laureati in ingegneria (il 35%), a conferma di una spiccata vocazione scientifica e tecnologica degli studi universitari. In questo quadro si colloca dunque l’intesa per istituire fondi comuni di ricerca - con un impegno di 100mila euro annui da entrambe le parti, che favoriscano appunto la mobilità di giovani già qualificati - e con l’intento di farne una collaborazione strutturale, che, d'altronde, poggia su rapporti tra istituti e università consolidati negli anni.Una mobilità che potrà andare a vantaggio anche dell'economia italiana - si fa notare nella delegazione italiana in Iran - nel quadro di una sua sempre maggiore presenza anche in termini di investimenti.

Il trasferimento tecnologico
Quanto al trasferimento tecnologico, l’Italia può presentare all’Iran un modello particolarmente avanzato, in cui i parchi scientifico-tecnologici (geograficamente localizzati) vengono superati dai “cluster”, che connettono a livello nazionale, e in 12 aree di interesse, università, enti di ricerca, autorità locali e imprese. Per questo, nella delegazione che accompagna il ministro Giannini, vi è anche il presidente di Netval, associazione che si propone di fare da ponte tra ricerca pubblica e imprese. Ma l’Italia, osserva ancora il ministro, ha molto da offrire - oltre che nell'archeologia, con il rettore della Sapienza che affiancava nella delegazione quelli di Trieste e della Sapienza di Pisa - anche per la sua «grande tradizione negli studi di iranistica», da cui deriva una più ampia «consapevolezza che gli iraniani non sono arabi. ma appartengono alla grande famiglia etnico-linguistica europea». Una consapevolezza che, ricorda, aveva anche Enrico Mattei nei suoi rapporti con l’Iran, e che continua tuttora sui vari fronti dei rapporti economici e politici tra l’Italia e Teheran.


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