Studenti e ricercatori

Ancora due mesi per gli starting grant europei: fondi per 335 progetti

di Roberto Nicchi

La mancanza di fondi per la ricerca scientifica è ormai un dato di fatto. Una problematica, consolidata nel tempo, che blocca sul nascere le speranze di tanti ricercatori, sia alle prime armi che già affermati nel proprio campo, di mettere le competenze acquisite al servizio della società. La questione è spinosa e particolarmente sentita non solo nel nostro Paese, ma a livello globale. L’Europa, anche quest’anno, ha quindi deciso di affrontare la situazione, tramite l’Erc, il Consiglio europeo per la ricerca, destinando 1 miliardo e 670 milioni per la sovvenzione di nuovi progetti di ricerca. Tre saranno i bandi di concorso che usufruiranno di tale budget. Si parte con gli «Starting Grants» , la cui “call” che mette in palio 485 milioni in tutto si è aperta a fine luglio e con termine ultimo di invio delle domande fissato al 17 Novembre. Seguiranno i «Consolidator Grants», dal 15 ottobre al 2 febbraio e gli «Advanced Grants», la cui call si aprirà il 24 Maggio per chiudersi il primo Settembre 2016.

Starting Grants: chi può partecipare
Con questa prima call l’Erc punta sulle nuove leve della ricerca scientifica. Potranno, infatti, inviare le proprie proposte di progetto, in veste di “Principal Investigator”, tutti quei ricercatori che, senza considerare alcun limite di età, avranno conseguito il loro primo titolo di dottorato da almeno 2 anni, e massimo 7, alla data del 1 Gennaio 2016. Non ci sono limiti, inoltre, neanche dal punto di vista della nazionalità dei partecipanti. Nell’ottica di una cooperazione internazionale in ambito scientifico il bando è aperto ai ricercatori di ogni nazione che intendano svolgere la propria attività di ricerca in qualsiasi Stato membro dell'Unione Europea o paese ad esso associato. Il tutto allo scopo di supportare l’eccellenza scientifica emergente nella fase di costituzione di un proprio team o progetto indipendente. L’indipendenza, sia della ricerca che del ricercatore titolare del progetto, è per l'appunto un altro dei fattori decisivi per la partecipazione al bando di concorso. A dimostrazione di ciò i candidati dovranno comprovare la propria indipendenza e maturità scientifica portandone come testimonianza, ad esempio, almeno una pubblicazione di rilievo realizzata senza la partecipazione del proprio supervisore di dottorato. In alternativa è possibile portare dimostrazione di risultati particolarmente positivi raggiunti nel rispettivo campo di studi come la pubblicazione di articoli su riviste internazionali di settore in veste di autore principale, brevetti concessi, partecipazione a congressi e, specialmente, premi ricevuti.

Campi di studio e fondi per oltre 300 progetti
I principali campi di ricerca sui quali i partecipanti potranno incentrare le proprie ricerche sono fondamentalmente tre: Scienze della Fisica ed Ingegneria, Scienze della Vita e Scienze Sociali. Ogni singola proposta sarà valutata secondo il criterio dell’«eccellenza» intesa come sommatoria sia delle caratteristiche proprie del progetto (tra cui la natura pioneristica, il livello di ambizione e la fattibilità), sia della capacità intellettuale, della creatività e dell’impegno del ricercatore principale. Il valore di ogni finanziamento concesso ai progetti ritenuti meritevoli potrà raggiungere l'importo massimo di un milione e mezzo di euro, suddivisi in rate periodiche per un periodo limite di 5 anni. Quindi saranno all’incirca 335 i progetti che potranno aspirare all’ottenimento di una sovvenzione. Nonostante il limite di budget, potrà comunque essere valutata la possibilità di concedere un ulteriore finanziamento di 500mila euro per coprire i costi di “start-up” nel caso in cui i «Principal Investigators» dovessero spostarsi dal proprio paese di origine per portare avanti la propria ricerca nel territorio dell’Unione europea o in uno dei paesi ad essa associati. Altra motivazione valida per la richiesta di un finanziamento aggiuntivo potrà essere l’acquisto di attrezzature migliori, o quantomeno adeguate, da utilizzare per il raggiungimento degli obiettivi proposti nel progetto di ricerca.


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