Studenti e ricercatori

Direttori generali, rettori ed esperti riuniti da domani per il XIII convegno annuale del Codau

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Al via il XIII Convegno annuale del Codau - l’associazione dei direttori generali delle amministrazioni universitarie - che affronta quest’anno il tema “Dalla legge 240 alla nuova università”. Da domani a sabato 19 settembre più di 200 partecipanti fra direttori generali delle amministrazioni universitarie, dirigenti, rettori e rappresentanti istituzionali si daranno appuntamento a Desenzano del Garda per fare un bilancio sulla riforma Gelmini, con un occhio alle novità che il governo sta studiando per il mondo dell’università.

Il convegno
All’iniziativa parteciperanno diversi esponenti istituzionali coinvolti nel processo di governance del sistema universitario: dall’ex ministro Mariastella Gelmini al presidente della Crui, Stefano Paleari; dal capo dipartimento università del Miur, Marco Mancini, al presidente dell’Anvur, Stefano Fantoni; da Andrea Lenzi, presidente Cun ad Andrea Fiorini, presidente Cnsu. In programma c’è anche l’intervento del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini.

Lo spirito dell’iniziativa
Cristiano Nicoletti, presidente Codau e direttore generale dell’Università per Stranieri di Perugia, spiega: «In questo periodo si sente spesso parlare di nuova università, di cambiamenti, di una possibile ulteriore riforma di ampio respiro, tuttavia bisogna mettere bene in chiaro su quali aspetti intervenire rispetto a quanto è già stato fatto con la riforma Gelmini del 2010. La riforma Gelmini è perfettibile ma sicuramente è stata una riforma che ha generato innovazioni importanti. Questo Convegno Codau - aggiunge - il XIII nella storia dell’associazione che raccoglie attualmente più di 80 università aderenti, vuole sollecitare un momento di confronto in quest'ottica, senza stravolgere quello che di buono è stato realizzato in questi ultimi anni». A suo giudizio, «il sistema universitario italiano ha oggi bisogno di una visione più sistemica nella quale ricollocare le principali linee del processo riformatore: valutazione, efficienza e autonomia. È infatti opportuno riconquistare gli spazi di quell'autonomia gestionale sempre più ridotta per via dei vari interventi normativi e per via dell'eccessiva burocratizzazione di tutti i processi. Si rende senza dubbio opportuno - conclude - un provvedimento legislativo in tal senso, al fine di rendere effettiva un'autonomia universitaria che è ormai condizione necessaria per raggiungere i livelli di performance e qualità gestionale richiesti agli atenei».


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