Studenti e ricercatori

Classifica Qs 2015, il Politecnico di Milano tra le prime 200 università al mondo

di Alessia Tripodi

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L'ateneo milanese si piazza al 187° posto nel ranking delle 891 università top guidato dal Mit, seguito da Bologna e Sapienza di Roma. Italiane vincenti sul fronte dell'«employer reputation»

Il Politecnico di Milano è la prima università italiana al mondo nella classifica internazionale Qs 2015/2016. L’ateneo milanese si piazza al 187° posto ed entra per la prima volta tra le migliori 200 realtà accademiche al mondo, seguito dall’università di Bologna (204°) e dalla Sapienza di Roma (213°). Sono i risultati della nuova edizione del ranking internazionale dei migliori 891 atenei appena pubblicato da Qs, una delle più famose tra le tante classifiche che affollano ormai il panorama universitario italiano e che spesso diventano oggetto di critiche perchè considerate arbitrarie. In ogni caso, quest’anno Qs rivela una buona performance degli atenei italiani, che se da un lato spiccano per «employer reputation», cioè per capacità di formare talenti molto ricercati dai recruiter (con la Bocconi al 32° posto nel mondo), dall’altro mostrano il peggioramento di alcuni indicatori, come quello che misura la «reputazione accademica internazionale».

I dati
Sono 26 in totale gli atenei italiani che si classificano nella nuova edizione del ranking, che per la quarta volta consecutiva incorona il Massachusetts Institute of Technology (Mit) numero uno al mondo, seguito da Harvard University (2°) e Cambridge University e Stanford (3° parimerito) e che segna per la prima volta l’ingresso dell’elvetica Eth Zurich (9°) nella top ten .
Dopo il Politecnico di Milano, Bologna e La Sapienza, altre 4 italiane figurano tra le prime 400 università al mondo: l’università degli Studi di Milano (306°), quella di Padova (309°), il Politecnico di Torino (314°) e l’università degli Studi di Pisa (367°).
Per stilare la classifica Qs ha analizzato 11 milioni di pubblicazioni scientifiche, ha preso in considerazione 3.539 università e ne ha classificate 891, 28 in più rispetto allo scorso anno. E per la prima volta quest’anno è stata introdotta una «significativa» modifica nella valutazione, con l’obiettivo di ripartire equamente l’influenza dell’indicatore "citations per faculty" tra le cinque macro aree dell’ attività accademica.

Il quadro italiano
«In generale tra gli atenei italiani, si è verificato un deterioramento in altri indicatori - commenta Ben Sowter, responsabile della divisione ricerca di Qs - come quelli che misurano la reputazione accademica internazionale, il numero e proporzione degli studenti e dei docenti internazionali, la proporzione tra docenti e studenti. Le università italiane spesso si confrontano con limiti legislativi, burocratici ed economici, e con la con la competizione di paesi di lingua inglese, ostacoli oggettivi - aggiunge - che limitano fortemente la possibilità delle università di migliorare sensibilmente».
Eppure «l’Italia si rivela competitiva in un criterio fondamentale per gli studenti, cioè l’employer reputation» continua Sowter, spiegando che «questo indicatore si basa su un sondaggio di oltre 44mila recruiter ai quali è stato chiesto di indicare da quali università preferiscono assumere talenti: quattro italiane figurano tra le prime 200 al mondo mentre altre 13 hanno migliorato considerevolmente la propria posizione in questo criterio».
L’università Commerciale Luigi Bocconi, spiegano da Qs, è una università specialistica e in quanto tale non figura nella classifica mondiale, ma primeggia nell’ indicatore «employer reputation» classificandosi 32esima al mondo. Il Politecnico di Milano è 74esimo, mentre la terza università italiana in questo indicatore è l’ università Cattolica del Sacro Cuore (143), seguita da Politecnico di Torino (199) e università di Bologna (207).

Consulta la classifica completa delle migliori 800 università all’indirizzo http://www.topuniversities.com/qs-world-university-rankings


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