Pianeta atenei

Detrazione fiscale del 19% per le spese del master

di Luciano De Vico

Chi decide di frequentare un master o un corso di specializzazione post universitaria ha diritto a ottenere una detrazione fiscale del 19% dalla propria Irpef lorda, purché rispetti condizioni e limiti ben precisi. In primo luogo il master deve essere assimilato per durata e struttura dell’insegnamento a un corso universitario o di specializzazione e inoltre deve essere gestito da istituti universitari pubblici o privati.

Per i corsi organizzati da enti diversi dalle università, come ad esempio le società private, non spetta invece alcuna agevolazione. Se il master è diretto da università private o straniere, peraltro, la spesa massima su cui calcolare la detrazione non può eccedere quella prevista per la frequenza di corsi analoghi tenuti presso l’università statale italiana più vicina al domicilio fiscale del contribuente. Usufruiscono dello stesso beneficio fiscale anche le spese, poste interamente a carico dell’iscritto, per l’iscrizione a un corso di dottorato di ricerca universitario e quelle inerenti a corsi di specializzazione per l’insegnamento secondario presso enti che rilasciano un diploma che costituisce titolo di ammissione ai concorsi per l’insegnamento nella scuola. Nessun risparmio d’imposta è previsto perle altre spese, come ad esempio i costi per vitto, alloggio, testi e altro materiale didattico, anche se idoneamente documentati. La stessa detrazione per canoni di locazione o contratti di ospitalità è applicabile solo agli studenti universitari fuori sede, e non anche a coloro che frequentano un master.

Come per le altre detrazioni, si segue il principio di cassa, per cui il periodo in cui si può usufruire dello sconto fiscale coincide con quello del pagamento, indipendentemente dall’anno cui si riferisce. Se lo studente non raggiunge la soglia di reddito per essere considerato a carico (pari attualmente a 2.840,51 euro), possono beneficiare dello sconto i suoi familiari. La detrazione spetta al contribuente cui è intestato il documento giustificativo, e se quest’ultimo è intestato al figlio fiscalmente a carico di entrambi i genitori, la stessa deve essere ripartita al 50% tra i genitori, a meno che non venga annotata sul documento una differente percentuale di ripartizione.

Ai lavoratori autonomi in possesso di una partita Iva che frequentano un master o un corso di specializzazione post universitaria è consentito un risparmio d’imposta maggiore solo se le spese sono inerenti alla loro attività. In alternativa alla detrazione Irpef del 19%, con i limiti prima ricordati, infatti, questi ultimi hanno la possibilità di dedurre dal proprio reddito professionale il 50% delle spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale. Tra le spese deducibili alla metà sono incluse anche quelle di viaggio e soggiorno sostenute per la frequenza del corso, con la precisazione che i costi relativi ad alberghi e ristoranti vanno considerati nella misura del 75% del loro ammontare, prima di essere dedotti al 50%. Le stesse spese sono deducibili, nella medesima misura, sia ai fini Irpef sia Irap. Anche per la detraibilità dell’Iva eventualmente esposta in fattura si segue lo stesso principio dell’inerenza, che si verifica ogni qualvolta la spesa sia attinente all’attività svolta, come ad esempio nel caso di un avvocato o un dottore commercialista che frequentano un master in diritto tributario.

Le somme percepite a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per ragioni di studio e di addestramento professionale sono tassabili come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Fanno eccezione, invece, in quanto norme specifiche ne dispongono l’esenzione, le borse di studio corrisposte dalle università e dagli istituti di istruzione universitaria per la frequenza di corsi di perfezionamento e di specializzazione, i corsi di dottorato di ricerca, lo svolgimento di attività di ricerca post lauream e post dottorato e la frequenza di corsi di perfezionamento all’estero, nonché le borse di studio erogate dalle regioni per la frequenza di corsi universitari, quelle corrisposte per la frequenza delle scuole universitarie di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia e quelle erogate a vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.


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